«L’Antifrode Ue indaghi sui fondi concessi a Cav»

MIRANO. Opzione Zero gioca pesante e sul Passante presenta un esposto agli organismi di controllo europeo. «Giù le tariffe», tuona il comitato che più di tutti ha alzato la voce in questo inizio d’an...

MIRANO. Opzione Zero gioca pesante e sul Passante presenta un esposto agli organismi di controllo europeo. «Giù le tariffe», tuona il comitato che più di tutti ha alzato la voce in questo inizio d’anno contro l’aumento dei pedaggi autostradali, «i cittadini hanno già pagato il Passante con le tasse. Il debito di Cav è illegittimo, si indaghi sullo spropositato aumento dei costi per la realizzazione dell’opera».

L’esposto coinvolge in particolare la Olaf, l’ufficio europeo per la lotta antifrode, al quale viene chiesto di aprire un fascicolo su possibili episodi di corruzione nella costruzione del Passante e verificare i recenti finanziamenti concessi a Cav, la società concessionaria del tratto Padova-Mestre, dalla Banca europea per gli investimenti e della Cassa depositi e prestiti. Una battaglia che Opzione Zero non conduce da sola: al suo fianco anche l’associazione Re-Common, il cui obiettivo è sottrarre le risorse naturali alla finanza e la rete europea Counter Balance, impegnata nella campagna per la riforma della banca mondiale.

Le tre associazioni hanno presentato a Bruxelles un dettagliato memorandum, chiedendo all’Olaf di indagare in particolare sul prestito di 350 milioni di euro erogato a Cav dalla Banca europea tramite l’italiana Cassa depositi e prestiti. Il dossier è stato inviato anche alla Procura della Repubblica di Venezia, alla Corte dei conti italiana e a quella europea. «Il tornello di Vetrego è solo un pretesto», afferma Mattia Donadel di Opzione Zero, «i pedaggi sul Passante e sulla Padova-Mestre sono i più cari d’Europa perché il traffico è in calo e la Cav non sa più come restituire i soldi ad Anas, tanto da essersi indebitata per 423,5 milioni». Per Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del comitato, «Questo produrrà ulteriori rincari dei pedaggi. Quando la situazione diventerà insostenibile, allora dovranno risponderne direttamente Regione e Anas, soci di Cav e a quel punto arriveranno tagli ai servizi pubblici locali come sanità, trasporti, scuole e ancora nuove tasse». Opzione Zero sta lavorando anche a un ricorso al Tar contro l’aumento dei pedaggi e sul mancato arretramento della barriera di Villabona. Annunciata poi una manifestazione a Roncoduro per il 22 febbraio, giornata di mobilitazione nazionale di tutti i comitati, lanciata dal movimento No-Tav.

Filippo De Gaspari

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