Zaia ha disdetto il contratto a Trenitalia

La convenzione (in scadenza a fine 2014) non sarà rinnovata: è la drastica risposta a disagi e ritardi subìti dai pendolari

VENEZIA. Tanto tuonò (sui malcapitati pendolari) che piovve. In risposta alla scia di disservizi e disagi subìti da lavoratori e studenti nell’avvio dell’orario cadenzato sui convogli nostrani, la giunta di Palazzo Balbi ha deciso di disdire il contratto di servizio con Trenitalia. In una lettera alla società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce il servizio regionali nel Veneto, Luca Zaia esprime la volontà «Di non rinnovare la convenzione alla data di scadenza del primo periodo di sei anni previsto al 31 dicembre 2014». Nello stesso tempo, al fine di «Garantire la continuità del servizio», e per consentire sia l'espletamento della gara sia il subentro tecnico di un eventuale nuovo gestore, il governatore chiede a Trenitalia «L'attivazione della prosecuzione del servizio nei 12 mesi successivi al termine di durata dello stesso alle medesime condizioni contrattuali»: ciò significa che Trenitalia dovrà comunque garantire il servizio con gli attuali standard fino al 31 dicembre 2015, l’arco di tempo necessario a scongiurare un pericoloso «limbo» nella fase di passaggio del testimone.

Una decisione drastica, conseguente alle dichiarazioni che lo stesso Zaia aveva rilasciato in mattinata: «Il caos del 15 dicembre nei trasporti ferroviari locali non è legato all'orario cadenzato, ma a una giornata sfortunata, con una serie incredibile di concomitanze. Due giorni fa, però, ho ricevuto l'ennesima comunicazione, documentata da foto, di un treno strapieno sulla linea Udine-Venezia: se oggi le cose stanno così, bisogna fare in modo che la situazione sia diversa il 7 gennaio, finite le feste». In che modo? «Da una settimana il nostro ufficio legale sta studiando un quintale di carte per ricostruire appieno il contratto di servizio con Trenitalia, affrontandone tutte le complicazioni e verificando se è possibile bandire una gara alla scadenza, il prossimo anno». «Il mio pensiero», ha aggiunto «è che sarebbe la soluzione migliore, perché la libera concorrenza è sana. «Mi piacerebbe che il servizio fosse gestito da una bella società veneta, che dia risposte ai cittadini. Perché veneta? Perché il cane di troppi padroni muore di fame... ». A l gestore attuale il governatore rimprovera gravi e ripetute inadempienze che investono i cardini del servizio - puntualità, capacità, cioè numero di vagoni, confort e ospitalità - e ne lamenta i contraccolpi non solo sulla qualità della vita dei 100 mila pendolari veneti ma anche agli occhi dei turisti: «Cosa succederebbe se ci fosse un “trip advisor” dei treni?». Ora si apre una partita delicata: la scelta è quella di aprire alla concorrenza le linee regionali ma Trenitalia parte da un’indubbia posizione di vantaggio: è una costola delle Ferrovie (proprietarie della rete) e dispone di infrastrutture e personale negati ai rivali. Sottrarle l’osso non sarà agevole.

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