«Noi restiamo contrari» I comitati non si arrendono

Donadel: «Un inutile consumo del territorio e poi non è stata redatta la Vas» Gei: «Attendiamo fiduciosi di vedere la Riviera trasformata in Foresta nera»

DOLO. Un progetto osteggiato da cittadini, comitati, associazioni ambientaliste e di categoria. Non ha avuto vita “facile” la pianificazione di Veneto City che fin dalla sua presentazione nel 2004 ha dovuto fronteggiare proteste, piazze, petizioni e ricorsi al Tar. Tra i principali oppositori c’è Mattia Donadel, presidente del comitato “Opzione Zero”. «Siamo contrari a Veneto City soprattutto per una questione ambientale» spiega Donadel «perché il progetto porterà un aumento del traffico, dell’inquinamento dell’aria e un consumo del suolo. La zona, poi, è ad alto rischio idraulico». Altro punto di contrasto riguarda i risvolti che potrebbe avere per la Riviera del Brenta e il Miranese. «Il progetto è una speculazione immobiliare» prosegue «invece di portare lavoro, distruggerà il tessuto economico dei centri storici e recherà danno alla Riviera che ha una vocazione turistica e ricettiva su cui bisogna investire». Un altro aspetto è l’iter che ha portato alla firma dell’accordo di programma. «Vogliamo sottolineare che nonostante le nostre undicimila firme raccolte» sostiene Donadel «non è stata fatta la Vas (valutazione ambientale strategica) che dovrebbe essere prevista per legge come confermato da una recente sentenza della Corte Costituzionale».

Il comitato preannuncia battaglia. «Ieri sera ci siamo trovati per definire le iniziative da attuare» conferma Donadel «sul piano legale proseguiremo i ricorsi mentre appena possibile analizzeremo il Pua e presenteremo le nostre osservazioni ed eventuali ricorsi. Cercheremo di ostacolare e rallentare l’attuazione del Pua, partirà una campagna di informazione per la popolazione e ci saranno azioni di protesta».

Anche a Dolo ci sono numerosi oppositori al progetto tra cui il gruppo consiliare «Il Ponte del Dolo». «Fin dalla prima presentazione nel 2004» spiega Giorgio Gei «abbiamo individuato nel progetto denominato Veneto City un modello di una speculazione edilizia alla quale ritenevano che il “pubblico” non si dovesse assoggettare. Per questo abbiamo subito osteggiato le richieste dei proponenti di modifiche al prg e poi non abbiamo mai individuato nella pubblica utilità uno dei presupposti su cui si basa il progetto». Gei si sofferma sulla nuova versione “green” del progetto. «Attendiamo fiduciosi di vedere la Riviera trasformata nella Foresta nera» ironizza Gei «valuteremo come gruppo consiliare quali sono gli spazi che ci restano per fermare quanto sembra inevitabile».

Rimane poi aperta la partita legale visto che sono stati promossi contro Veneto City sette ricorsi al Tar da cittadini, aziende, comitati, associazioni di categoria, ambientaliste e dal comune di Mirano che hanno contestato la legittimità dell’utilizzo dell’accordo di programma come strumento di pianificazione urbanistica, la carenza d’istruttoria e la mancata realizzazione della Vas.

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