Commercio, approvata la legge in Regione

Via libera in Consiglio, categorie soddisfatte: «Evitata una pericolosa deregolamentazione»

VENEZIA. Con i voti favorevoli di Lega Nord e Pdl, l’astensione di Pd, Udc e Idv, il voto contrario di Verso Nord e Rifondazione Comunista, il consiglio regionale ha approvato il progetto di Legge d’iniziativa della Giunta relativo alle “Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale Veneto”. Obiettivo della nuova legge è favorire il commercio, anche di grande distribuzione, all’interno dei centri storici, favorendo nel contempo il recupero del territorio e la riconversione di aree dimesse.

La precedente legge era in vigore dal 2004 e prevedeva, tra l’altro, una programmazione delle grandi strutture di vendita con contingenti numerici per le superfici pressochè esauriti dal 2007. La nuova normativa, spiega una nota, intende incentivare l’inserimento nei centri storici di ogni tipologia di strutture di vendita, intesi come poli di attrazione e rivitalizzazione dell’intero contesto urbano. In questa logica, le autorizzazioni commerciali verranno semplificate per quanto riguarda i centri storici e urbani, mentre, man mano che ci si allontana da centro urbano, aumenteranno i vincoli imposti agli investimenti e per quanto riguarda il suolo agricolo non sarà più possibile edificare grandi strutture di vendita. Per gli insediamenti al di fuori dei centri urbani, le grandi strutture di vendita saranno localizzate in aree classificate idonee dagli strumenti urbanistici sulla base di criteri regionali che verranno approvati con apposito regolamento della Giunta, che, come sottolineato dall’assessore Isi Coppola, sarà molto snello, semplice e flessibile. In questa logica saranno favoriti gli interventi di recupero e valorizzazione di aree dimesse e degradate. Tra gli interventi previsti anche alcune novità, come i temporary store e i distretti del commercio e il commercio elettronico.

«Senza questo ok entro il primo gennaio, sarebbe scaduta la moratoria e ci saremmo trovati davvero con una liberalizzazione selvaggia e totale» commenta Maurizio Franceschi di Confesercenti Veneto. «Positiva la semplificazione per le medie e grandi strutture di vendita per insediarsi in centri storici e urbani. Bene anche le forti limitazioni poste verso gli insediamenti nelle aree periferiche. Poi un inciso: «Avremmo preferito che la legge fosse accompagnata dal regolamento di attuazione».

«Speravamo in una legge più coraggiosa, ma, alla luce dell’ultima sentenza della Corte costituzionale sulle aperture festive, è importante che sia stata approvata entro l’anno» aggiunge a caldo Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto.

«A tutt’oggi continuiamo a vedere ovunque, nella nostra regione, nuovi edifici in via di costruzione e questo non può che preoccuparci. Ma ci batteremo con tutte le nostre forze perché il regolamento attuativo della legge possa fissare in modo più preciso e incisivo il principio in questione». «Non volere più nessuna programmazione» conclude «presenterebbe un prezzo carissimo, oggi dalle imprese e domani dai cittadini».

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