Come una sola voce: «Papa Luciani santo subito»

A Canale d’Agordo si sono concluse le celebrazioni per i cento anni dalla nascita. Un migliaio di pellegrini giunti da tutta Italia

CANALE D'AGORDO. «Papa Luciani deve essere santo subito». Nel giorno in cui a Canale si celebra il centenario della nascita di Albino Luciani, passeggiando tra il migliaio di pellegrini che hanno raggiunto il piccolo comune che diede i natali al Papa del sorriso, si avverte un bisogno impellente: quello di festeggiare la beatificazione di don Albino.

I tempi per completare il processo sono ancora lunghi, ma i fedeli chiedono di accelerarli: «Lo merita, per tutto quello che ha fatto nella sua vita, non solo come pontefice», raccontano alcune signore che arrivano da Imperia. E non sono nemmeno le più lontane: con l'abito talare c'è un monaco dell'abbazia di Grinberg, paesino belga nei dintorni di Bruxelles. Il gruppo ligure è devoto a Papa Luciani, ma ancora più legati alla sua figura sono gli oltre settecento pellegrini giunti dal trevigiano: Vittorio Veneto, Oderzo, Mansuè, paesi dove l'impronta di Albino Luciani è rimasta impressa negli anni Sessanta, quando era il Vescovo di quella diocesi. Diciassette i pullman arrivati per celebrare la sua nascita. Tra la folla ci sono tanti fedeli che don Albino lo hanno conosciuto: Santina Gerardo e Lucia Bucciol hanno ricevuto la cresima dalle sue mani. Il loro racconta mescola ricordo e commozione, torna alla memoria quel suo sorriso, quella carezza sulla guancia di un bambino, quel suo modo di parlare «che infondeva tanta pace, ma insieme tanta forza».

Una forza che Angela Napol, Luigia Simon e Albertina Vareschini, da Vittorio Veneto, avvertono ancora oggi, tanto da avere la sensazione di essere da lui guidate. Protette, aiutate nei momenti di difficoltà. Anche dai loro racconti traspare l'umiltà di don Albino, quel suo saper essere sempre vicino alla gente. Lui che veniva da una famiglia povera, ma «piena di vita», ha spiegato il vescovo di Belluno, Giuseppe Andrich, poco prima dell'inaugurazione della formella di Franco Murer, di fronte alla casa natale di don Albino.

Anche Andrich è di Canale, e ricorda con affetto quel giorno in cui, «chierichetto, andai a portargli la comunione, a casa, perché era convalescente da una malattia. Una casa piena di vita, la sua, dove ha ricevuto i primi insegnamenti dalla madre e dal padre, imparando a mettersi accanto alle persone». Anche il vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo, durante la sua omelia ha ricordato il valore della famiglia, e ha concluso con un «Preghiamo affinché venga riconosciuta presto la sua santità».

Secondo il vescovo di Belluno-Feltre i tempi previsti (cinque anni) non sono così lunghi, «considerando anche le cause che hanno portato alla beatificazione di altri Papi. Noi tutti desideriamo vedere questa beatificazione, e sappiamo che anche Papa Benedetto la vuole». Del resto, per dirla con le parole di don Mariano Baldovin, parroco di Canale, «Papa Luciani voleva che le cose venissero fatte bene e senza clamori. Attendiamo fiduciosi che le congregazioni facciano il loro lavoro».

Ieri Canale ha vissuto l'ultimo dei momenti organizzati quest'anno per il centenario della nascita di Papa Luciani. Lo ha sottolineato anche Monsignor Andrich nell'omelia, durante la messa celebrata alle 18.30 per i pellegrini bellunesi (prima, alle 16.30, era stato Monsignor Pizziolo a celebrare la liturgia per i pellegrini giunti dal Trevigiano): «Tutto iniziò qui 100 anni fa, dalla nascita e dal battesimo», ha detto Andrich. Fondamentale, per la sua crescita, è stata l'istruzione ricevuta fin da bambino: «Da vescovo dirà: “Un educatore, a una mamma che chiedeva quando dovesse incominciare l'istruzione religiosa del suo bambino di due anni rispose: Subito. Siete per lo meno in ritardo di tre anni”. Voleva dire che i bambini sono capaci di impressioni religiose fin dai primi istanti della loro vita», ha aggiunto Andrich. «Questo centenario è stato giustamente impostato privilegiando il riferimento alla famiglia. Il futuro Papa ha condiviso molto le ansie e i problemi delle famiglie, dell’educazione dei figli». Quei figli che ieri hanno affollato Canale, per rendere omaggio al Papa del sorriso, chiedendo a gran voce la sua beatificazione.

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