Il premio Ilaria Alpi al padovano Casalini

Il giornalista si è aggiudicato il riconoscimento grazie al servizio per Report sulla “strada dei veleni”

PADOVA. Il giornalista padovano Emilio Casalini ha vinto il premio Ilaria Alpi, prestigioso riconoscimento riservato al giornalismo televisivo di denuncia, con un servizio realizzato per Report sulla “strada dei veleni”, il canale commerciale a doppio binario che congiunge l’Italia alla Cina. Il titolo è leggero, quasi un gioco di parole: “Spazzatour”, ma svela una realtà paurosa fatta di aggressioni reiterate alla salute e all’ambiente in nome del profitto. L’esempio più impressionante riguarda i giocattoli prodotti in Cina con le scorie dei nostri rifiuti tossici che ritornano in Italia avvolte in una pelle di plastica colorata, gingilli micidiali destinati ai bambini: c’è il piccolo dinosauro, uscito dalla fantasia di Spielberg o l’orsetto, tenere, carinissime bestiole che i piccoli tendono a mettere in bocca.

Da una perizia risulta che contengono olio di creosoto, una sostanza che serve per conservare il legno, si adopera per le traversine delle rotaie, ha una potenzialità cancerogena molto vicina a quella dell’amianto, oppure il cannocchiale su cui appoggiare l’occhio, contiene toluene, un idrocarburo aromatico che provoca neoplasie. Questa indagine, condensata in un reportage di 15 minuti, è costata all’autore più di un anno di lavoro: in Italia Casalini ha analizzato il mondo del riciclaggio, registrando le fughe del materiale verso il Far East; nei 6 mesi passati in Cina ha toccato con mano la faccia nascosta dello sviluppo del colosso economico. Un quinto di tutte le cose prodotte al mondo è made in China, il grande paese ha una fame feroce di materia prima e ogni anno partono dal nostro paese 700 mila container diretti a Pechino e dintorni. I sequestri di rifiuti pericolosi effettuati in Italia sono triplicati: da 4mila tonnellate nel 2008 a 12 mila nel 2011. I consorzi statali spendono cifre da capogiro (soldi dei contribuenti) per sostenere il riciclaggio, ma è come pompar acqua in tubi crivellati. Scompaiono quasi per magia i grandi teli di plastica usati in agricoltura per le serre, sono zeppi di fango, saturi di fitofarmaci e di pesticidi. Li ritroviamo in Cina: sciacquati alla meglio, vengono tritati e riciclati, l’acqua utilizzata finisce nei canali a cui si attinge anche per far cucina o viene innaffiata sui campi dove si raccolgono i prodotti agricoli destinati all’esportazione.

Nel Quang Dong il giornalista padovano ha visitato la più grande discarica del mondo di materiale elettronico, è uno sterminato cimitero di computer e televisori. Vi lavorano più di centomila persone: con minuscole seghe circolari si estraggono dalle schede madri oro, argento, palladio che pure in quantità alchemiche per scheda moltiplicate per milioni costituiscono una vera ricchezza, sottratta alle imprese di casa nostra. Casalini chiede ad una donna: «Quante ore di lavoro al giorno? Dieci o undici, risponde. E la paga giornaliera? 3 euro e mezzo».

Il premio Alpi è stato assegnato ieri a Riccione a Casalini per il miglior servizio breve. Emilio, 43 anni, laureato a Padova in Scienze Politiche, vive da tempo a Roma, ma non ha dimenticato la sua “patavinitas”, la città del cuore. E’ suo un film sul Castello Carrarrese appena svuotato dalle carceri. Un altro lavoro che gli è caro è il reportage sull’Iran, “Iran about”, in bianco e nero, un paesaggio di ombre. Si tratta di una vigorosa e dolorosa denuncia della condizione della donna.

Aldo Comello

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