«Sei in difficoltà economica e non paghi le tasse? Non è reato»

Pronunciamento choc del gip di Firenze che ha assolto un imprenditore che aveva evaso l’Iva. L’Unione provinciale imprese di Padova: «Finalmente un criterio di equità sociale»

PADOVA. «Finalmente si stabilisce un criterio di equità sociale: dichiarare le tasse ma non pagarle perché si è in difficoltà non è un reato».

Fabio Di Stasio, presidente dell'Upi, l'Unione Provinciale Imprese di Padova, saluta con soddisfazione il pronunciamento del gip di Firenze che ha assolto un imprenditore che aveva sì evaso l'Iva, ma non per cattiva volontà, bensì per mancanza di soldi.

«Sono anni che chiediamo agli organi dello Stato di separare il grano dalla zizzania», continua Di Stasio, un conto è evadere il fisco non presentando alcuna dichiarazione o presentando documentazione falsa, un altro è presentare regolarmente la propria dichiarazione, confermare dunque che si è in debito con lo Stato, ma non pagare temporaneamente perché si è nell'impossibilità di farlo. Purtroppo lo Stato non è mai riuscito (o non ha mai voluto) compiere questa distinzione che invece, e per fortuna, un magistrato ha deciso di compiere nell'interesse delle migliaia di contribuenti che si trovano nella medesima condizione».

Si potrebbe osservare: modo “semplice” per aggirare il fisco?

«Direi proprio di no», continua Di Stasio, «anche nel caso dell'imprenditore toscano il giudice ha stabilito che non versò l'Iva, ma non lo fece per una scelta volontaria, bensì per mancanza di soldi: la situazione della sua ditta, già in “estrema difficoltà economica”, si era aggravata perché un cliente non aveva pagato un lavoro. Per questo il gip di Firenze ha assolto l'imprenditore, che ha comunque raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate per rateizzare il pagamento sulla scorta di un'ampia documentazione».

Insomma: non un “aiutino” per i furbi, ma un venire incontro concreto alle esigenze delle imprese in un momento di gravissima difficoltà.

«Ancora una volta», conclude amaro Di Stasio, «in un Paese che vorremmo normale ma che normale non è, è la magistratura che si sostituisce al legislatore nel tentativo di porre rimedio a situazioni che, come quelle del pagamento delle tasse, non solo fa chiudere le imprese, ma porta alle estreme conseguenze gli imprenditori e distrugge intere famiglie».

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