Alt al mattone, sfida a Zaia: «Agisca»

L’alleato Bond (Pdl): «Fermi la norma che trasforma sterco in oro». Puppato (Pd) e Bottacin (Verso Nord): «E Veneto City?»

VENEZIA. Irrita il modo, non la sostanza (e come si fa a non dirsi “verdi” oggi?), la disinvoltura estiva con cui butta il cuore della sua nuova coscienza ecologica oltre l’ostacolo della coerenza («e dov’era prima?»), sconcerta il mezzo con cui lo fa, conferenza stampa, intervista o predellino. Le dichiarazioni rilasciate ieri al nostro giornale dal Presidente della Regione Luca Zaia in cui annuncia la svolta edilizia e decreta la fine di un modello perché in Veneto si è costruito troppo - «penso ad una moratoria in piena regola, non c’è bisogno di nuove case, bisogna recuperare le vecchie di una volta» - insomma, il nuovo corso ecocompatibile del governatore, irrita l’opposizione quanto i suoi.

Dario Bond (Pdl) è dei suoi, nel senso che sta in maggioranza e gli dà un consiglio: «Al rientro dalle ferie, se vuol fare sul serio, faccia una sola cosa: abroghi d’imperio l’articolo 32 della legge 35, quella che in deroga ai comuni ha aperto cantieri a San Donà, a Verona e a Treviso, lo faccia senza esitare e fermi la norma che trasforma lo sterco in oro. Altrimenti sono solo buone intenzioni. Glielo dico da amico, il suo è un pensiero rispettabile, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare oltre a qualche scoglio di coerenza».

Diego Bottacin, cofondatore di “Verso Nord”, è il più irritato: «Sparata di Ferragosto. Questo Zaia è lo stesso che spinse sul piano casa da vice presidente della Regione. Adesso dice in Veneto si è costruito troppo. Bene. Condivido il merito, mi piace la resipiscenza anche se arriva dopo tre anni di crisi edilizia, non mi va che la sostenga uno che ha promosso il piano casa al solo scopo di impedire che i comuni di metterci un freno. Inoltre non si governa con le interviste, lo si fa in Regione, con le delibere. Questa è una delibera che non farà mai. Nel caso la facesse gli suggerisco di integrare il furore ambientalista promuovendo il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio veneto. In Veneto abbiamo case di scarsa qualità».

Laura Puppato infine, capogruppo del Pd in consiglio, che applaude ironicamente, «disponibili fin da subito ad appoggiarlo, ma con qualche significativo appunto non marginale: quando 8 mesi fa abbiamo proposto uno stop alle edificazioni in forma di Pua o comunque di lottizzazione selvaggia, partendo da un primo “no” su Veneto city, Lega e Pdl hanno fatto in modo che altri due comuni potessero procedere con le concessioni per l'ennesima area commerciale. Gli stessi comuni che ora Zaia - finalmente ma tardivamente - giudica “anello debole costretti dal bilancio a concedere cubature”. Molto pilatesco. Chiedo: a quale Presidente del Veneto dobbiamo rifarci per sapere di che politica va parlando per il Veneto?». E cita due casi: «L’autodromo a Verona con relativa immensa cubatura residenziale e commerciale su 80 ettari di terreno agricolo, i 90 ettari da lottizzare nella residua campagna trevigiana in località Barcon di Vedelago».

Emilio Randon

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