Addio Alpi Eagles: il Tribunale ratifica il fallimento

Paolo Sinigaglia fondatore di Alpi Eagles

La compagnia aerea chiude definitivamente i battenti: buco di 60 milioni

 VENEZIA. «Alpi Eagles» è fallita. i giudici del Tribunale civile di Venezia hanno fatto chiudere definitivamente i battenti alla compagnia aerea fondata dall'imprenditore padovano Paolo Sinigaglia: curatore del fallimento è stato nominato il commercialista mestrino Gianluca Vidal e i creditori sono stati convocati per stabilire lo stato passivo complessivo per il 26 ottobre prossimo.  Quella di «Alpi Eagles» è una storia travagliata. Il commissario Vidal aveva già chiesto il fallimento al termine dei due anni dell'amministrazione straordinaria, depositando lo scorso novembre la sua relazione, ma il giudice delegato di Venezia Roberto Simone aveva dato ancora qualche mese al proprietario di un tempo, che aveva fatto intendere che c'era un'acquirente - forse russo, forse cinese - pronto a sborsare il milione e mezzo di euro per comperare la compagnia aerea veneta. All'udienza del 3 maggio, però, non si è fatto avanti nessuno ed è stata chiesta un'ulteriore proroga. Questa volta, però i magistrati hanno deciso per il fallimento. Nel frattempo, la prima sezione del Tribunale lagunare aveva accolto il reclamo del commissario Vidal e aveva ribaltato la decisione del giudice di primo grado, che aveva respinto il suo ricorso contro la nuova compagnia aerea veneta «Eagles Airlines». Il magistrato aveva sostenuto che la parola inglese eagles tradotta significa semplicemente aquile e che soprattutto è molto utilizzata nel mondo dell'aereonautica, assurdo quindi impedire che altri la possano utilizzare. Il Tribunale, invece, ha ritenuto che in questo caso quella parola faccia parte del marchio della compagnia fondata da Sinigaglia e come tale andasse salvaguardato.  «Alpi Eagles» dal 2008 è in amministrazione straordinaria grazie alla «Prodi-bis», la legge varata per salvare le grandi aziende in crisi, ma alla scadenza dei due anni previsti dalla norma il commissario ne aveva chiesto il fallimento perché non aveva trovato acquirenti. Solo vendendo l'azienda, infatti, avrebbe potuto incassare una cifra tale da poter soddisfare almeno in parte i numerosissimi creditori. Il proprietario di un tempo si era opposto sostenendo che era in grado di trovare un acquirente pronto a pagare per prendersi la compagnia aerea. I debiti di Alpi Eagles, stando ai conti del commercialista, ammontano a 60 milioni di euro, soldi che deve a banche, società di gestione aeroportuale tra cui la Save di Tessera.
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