MALASANITA' Limena, somministrano per sbaglio vaccino contro l'Hpv a neonato di 5 mesi

Scambio di siringhe al distretto sanitario di Limena: somministrato ad un neonato di cinque mesi un farmaco contro il tumore all’utero. Il piccolo per ora sta bene, non ha accusato effetti collaterali, anche se sarà tenuto monitorato per un mese. Si tratta di un caso senza precedenti e non si sa cosa il vaccino possa provocare in un neonato

LIMENA (Padova). Invece del vaccino contro difterite e poliomielite un bimbo di 5 mesi è stato sottoposto a vaccinazione contro il papilloma virus. Il vaccino contro il papilloma virus, che si pratica alle ragazze, è utilizzato per scongiurare il cancro al collo uterino. Un cambio di siringhe tra il vaccino cui doveva essere sottoposto il bimbo e quello destinato alla sorella undicenne è alla base di questa vicenda che, se non si trattasse della salute di un piccolino, potrebbe quasi sembrare comica. La stanno comprensibilmente vivendo come una tragedia, invece, i preoccupatissimi genitori del bimbo che si sono recati dai carabinieri a sporgere denuncia.

Il bambino per ora sta bene, non ha accusato effetti collaterali, anche se sarà tenuto monitorato per un mese. «Mercoledì mi sono recata al distretto sanitario di Limena per vaccinare i miei due figli - racconta la mamma del bimbo -. Mio figlio, che ha cinque mesi, doveva essere sottoposto al richiamo del vaccino, mentre mia figlia, che ha 11 anni, doveva essere vaccinata contro il papilloma virus».

Da pochi anni è a disposizione per ragazze tra gli 11 e i 12 anni il vaccino contro il papilloma virus (HPV), responsabile del tumore al collo dell’utero, una delle cause principali di morte tra le donne. Di solito viene utilizzato un vaccino sintetico, costruito in laboratorio ricostruendo una proteina che è una parte principale del virus e che, iniettata nell’organismo, produce gli anticorpi contro l’infezione.

«Nell’ambulatorio - racconta ancora la madre - c’erano due dottoresse e mentre una parlava con me, l’altra preparava le siringhe. Hanno deciso di iniziare con il bambino, ma subito dopo l'iniezione ho visto lo sguardo sconvolto della dottoressa. Preoccupata, ho chiesto cosa fosse accaduto. Lei mi ha assicurato che non era successo nulla, ma non le ho creduto e ho insistito: alla fine mi ha confessato di aver scambiato le siringhe e di aver usato sul bambino il vaccino destinato alla sorella».

La madre, sconvolta, ha chiesto aiuto, che le chiamassero il marito, che qualcuno le dicesse cosa sarebbe successo. «Invece, mi hanno risposto di tornare a casa e che mi avrebbero chiamato dopo - continua la donna - ma sono corsa al pronto soccorso e poi anche dalla pediatra».

Non essendo ancora sufficientemente note dal punto di vista scientifico le conseguenze di un simile vaccino su maschietti così piccoli, i genitori non sono ancora stati rassicurati sulla comparsa in futuro di possibili effetti collaterali: tra una quindicina di giorni la loro pediatra avrà una risposta dal centro immunologico cui si è rivolta. Nel frattempo, però, questi genitori stanno vivendo ore di angoscia.
Video del giorno

L'Aquila, abbattuto il Viadotto Cerqueta sulla A24: la demolizione controllata vista dal drone

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi