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Prigionieri degli autobus della SitaIn viaggio con i pendolari padovani

Una mattina sulla tratta Montagnana-Padova: passo di lumaca e ritardi da record. Colpa del traffico, ma soprattutto dello sciopero bianco che molti autisti stanno attuando dal primo febbraio. Impossibile rispettare l'orario di lavoro o un appuntamento, si arriva quado si arriva

MONTAGNANA. Una mattina «prigioniero» dei bus Sita. Colpa del traffico ma soprattutto dello «sciopero bianco» che molti autisti stanno attuando dal primo febbraio. Una persecuzione per i pendolari costretti a viaggi da lumaca. Si tratta di un fin troppo scrupoloso rispetto del codice della strada: dove ci sono i 40 all’ora viaggiano ai 40, dove vigono i 50 ai 50 e così via. Inutile dire che solitamente non è così. Quando un autista può accelera e recupera. Minuti preziosi per giungere il più ...

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MONTAGNANA. Una mattina «prigioniero» dei bus Sita. Colpa del traffico ma soprattutto dello «sciopero bianco» che molti autisti stanno attuando dal primo febbraio. Una persecuzione per i pendolari costretti a viaggi da lumaca. Si tratta di un fin troppo scrupoloso rispetto del codice della strada: dove ci sono i 40 all’ora viaggiano ai 40, dove vigono i 50 ai 50 e così via. Inutile dire che solitamente non è così. Quando un autista può accelera e recupera. Minuti preziosi per giungere il più puntuale possibile alla fermata successiva: senza violare chissà che leggi, ma «camminando» spedito, senza farsi sorpassare persino dagli autoarticolati, com’è avvenuto spesso ieri.

Ritardi record. Decidiamo di salire sul bus che parte dal capolinea di Montagnana alle 7.06 e dovrebbe arrivare a Padova alle 8.25. La partenza è in prefetto orario, ma il bus accumula ritardi e giunge a Padova alle 9.05: passa per Este alle 7.47 e per Monselice alle 8.07. Ben quaranta minuti di ritardo a dir la verità dovuti più al traffico, soprattutto in zona Bassanello, che alla protesta dei conducenti: l’autista di ieri mattina era al suo secondo giorno di lavoro e non aveva certo rivendicazioni da fare all’azienda che l’ha appena assunto. Il momento più critico è stato tra Saletto e Este: i ragazzi salgono a decine e nel corridoio del bus doppio ce ne sono una quarantina in piedi. Scendono in prevalenza a Este e il viaggio per Padova prosegue con una ventina di persone in corriera. I semafori di Mezzavia e del Ponte della Fabbrica ritardano parecchio la marcia. La ciliegina finale è a Padova, al Bassanello dove il traffico è congestionato. I minuti passano inesorabili e si rimane sempre fermi nello stesso punto. Sempre ieri mattina non è andato meglio alla corsa partita dalla città murata alle 6.41 arrivata a Padova con 55 minuti di ritardo: impossibile rispettare un orario di lavoro, un appuntamento. Si arriva quando si arriva. Ma in ritardo.

A passo di lumaca. Il vero viaggio al rallentatore è il ritorno da Padova. Partenza in orario alle 9 e arrivo previsto a Montagnana alle 10.13. Si arriva alle 10.30 dopo un viaggio con traffico scarso e una decina di passeggeri. L’autista sembra un insegnante di scuola guida con l’allievo al fianco. Tiene d’occhio i cartelli dei limiti di velocità e li rispetta con precisione millimetrica. In una Strada Battaglia sgombera quando l’acceleratore chiede solo di essere premuto e le marce del cambio automatico sono lì lì per salire, lui non fa una piega. Prima viaggia ai 50 e dopo ai 70. Non riuscirebbe a multarlo nemmeno il vigile più incallito. Tra Ospedaletto e Saletto in un tratto di regionale 10 vige il limite dei 40 chilometri all’ora per i mezzi con peso superiore alle 5 tonnellate (compresi i pullman): in genere si procede almeno ai 50, ma il torpedone blu della Sita non sgarra. Un Tir condotto da un autista che va di fretta ci sorpassa. La sensazione è di essere fermi. «Sì, ora rispettiamo alla lettera il codice della strada - ammette l’autista - anche se io lo rispettavo pure prima. Quindi per me non è cambiato nulla». Qualche dubbio sorge, anche se contestarlo è impossibile. Ogni autista compila una scheda del proprio viaggio, recante gli orari di arrivo reali alle singole fermate: anche i dirigenti dell’azienda di autotrasporto avranno verificato che gli utenti non s’inventano l’aumento dei ritardi.

Le testimonianze. La corriera partita da Montagnana alle 7.06 è frequentata per la maggior parte da studenti. Che ieri sono arrivati a Este (dove molti di loro sono scesi) in ritardo di pochi minuti. «Solitamente questa corsa rispetta gli orari - ammette una ragazza - dal primo di febbraio ci è andata male un paio di volte. In un caso siamo arrivati in classe con più di 30 minuti di ritardo. In un altro caso non è passata e quindi ognuno si è arrangiato come ha potuto».