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Elisa e Jessica morte bruciate nell'auto«Erano strette in un ultimo abbraccio»

Elisa e Jessica

Amiche fin dall'infanzia a Villa del Bosco, vivevano assieme in un appartamento a Piove di Sacco. Erano state in birreria a Correzzola con gli amici

PONTELONGO. «Quando sono arrivato le fiamme erano già state spente. Scendeva la pioggia e c’era un silenzio quasi irreale». Cristian Biasion, 35 anni, titolare insieme al padre e al fratello del soccorso stradale di Arzergrande, ne ha visti tanti di incidenti. Ma quello dell’altra notte non lo dimenticherà. Ne è certo. L’auto ridotta ad una carcassa incenerita ferma al centro della strada chiusa e all’interno i due corpi carbonizzati delle ragazze ancora adagiati sui sedili. Tutto intorno i ...

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PONTELONGO. «Quando sono arrivato le fiamme erano già state spente. Scendeva la pioggia e c’era un silenzio quasi irreale». Cristian Biasion, 35 anni, titolare insieme al padre e al fratello del soccorso stradale di Arzergrande, ne ha visti tanti di incidenti. Ma quello dell’altra notte non lo dimenticherà. Ne è certo. L’auto ridotta ad una carcassa incenerita ferma al centro della strada chiusa e all’interno i due corpi carbonizzati delle ragazze ancora adagiati sui sedili. Tutto intorno i soccorritori che provano ad interrogarsi su come sia successo, su come sia stato possibile. «Erano ancora sedute al loro posto - ricorda - erano solamente piegate sul lato destro dell’abitacolo, una accanto all’altra, quasi fosse un ultimo abbraccio. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per riuscire a estrarre i corpi dell’abitacolo e anche per noi non è stato facile caricare quel che rimaneva della Renault Twingo».

Cristian Biasion pensa inevitabilmente alla tragedia successa il 23 marzo del 2005, quando tre giovani di Arzergrande morirono carbonizzati all’interno della loro auto al ritorno da una partita di calcetto. Fino all’altra notte era quella la tragedia che tutti ricordano nel Piovese. Ora però sono le storie di Elisa e Jessica a commuovere.

«Tra l’altro sono rimasto di stucco nel momento in cui ho visto il nome di Jessica Giolo - rivela ancora Biasion - infatti era una nostra cliente. Un anno e mezzo fa era finita fuori strada e la sua auto era precipitata in una canaletta di Arzergrande. Sono corso io a recuperarla e in quel frangente l’ho conosciuta. Sentire nominare il suo nome, a poco più di un anno di distanza, nella circostanza dell’altra notte, mi ha profondamente scosso». La Renault Twingo ora è sotto sequestro giudiziario nella carrozzeria Biasion, in attesa di ulteriori rilievi.