Monselice, due gemelli barricati in casa per evitare il ricovero in clinica psichiatrica

Due fratelli gemelli di 65 anni sono barricati all'interno della loro abitazione a Monselice per evitare il ricovero di uno di loro in un istituto psichiatrico. Flavio e Luciano Guglielmo avrebbero delle molotov pronte ma non fucili e pistole, e non vogliono cedere alle richieste di medici e carabinieri che hanno circondato la casa in via Confortin

MONSELICE. Due fratelli gemelli di 65 anni sono barricati all'interno della loro abitazione a Monselice per evitare il ricovero di uno di loro in un istituto psichiatrico. Flavio e Luciano Guglielmo avrebbero delle molotov pronte ma non fucili e pistole, e non vogliono cedere alle richieste di medici e carabinieri che hanno circondato la casa in via Confortin. A dare l'allarme sono stati gli infermieri che erano andati a prelevare uno dei fratelli per riportarlo nella struttura psichiatrica che lo ospitava. In un primo momento i carabinieri erano riusciti a parlare al telefono con uno dei fratelli che ora non risponderebbe comunque più alle chiamate dall'esterno. La casa è stata posta in sicurezza con la sospensione dell'energia elettrica e del gas.

Flavio e Luciano Guglielmo vivono assieme da quando si sono separati dalle rispettive mogli. Soffrono entrambi di diabete, per questo Flavio si sottopone a dialisi un giorno sì e uno no. La sera del 22 luglio, Flavio si era presentato al Pronto soccorso dell'ospedale di Monselice in stato confusionale e, secondo quanto reso noto dalla direzione sanitaria, era stato ricoverato per sua volontà in psichiatria.

Ieri, però, nel tragitto di ritorno dal reparto dialisi, che dista una sessantina di metri da psichiatria, il paziente si era messo a correre ed era scappato. La psichiatria aveva quindi emesso nei suoi confronti un Tso (Trattamento sanitario obbligatorio), che oggi è diventato esecutivo. La polizia municipale si è quindi presentata nell'abitazione che divide con il fratello Luciano per un accompagnamento coatto, ma l'uomo si è barricato in casa.

Sul posto, una psichiatra dell'ospedale di Monselice, che non è stata ascoltata, e i carabinieri che invece sono riusciti ad instaurare un dialogo attraverso una finestra con Luciano, poi interrotto dalle urla di Flavio: "No, voi mi volete portare in manicomio, noi non ci muoviamo di qui". A nulla è valso neppure l'intervento della sorella Marisa, fuori Monselice per vacanze, che ha parlato per telefono con i congiunti. Cresce intanto la preoccupazione per la loro salute, perché entrambi hanno bisogno di cure mediche.

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