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Arrestato il maggiordomo del sindaco di Bovolenta

Cingalese dà in escandescenze: lavora per il primo cittadino di Bovolenta

Picchia l’autista del pullman, minaccia i passeggeri, malmena nuovamente il conducente e quando viene portato in questura in manette se ne esce con una frase intimidatoria nei confronti dei poliziotti: «Ve la farò pagare. Avviserò il sindaco e vedrete quel che vi succederà». Nandasena Separamadu Dolawattage Don, 51 anni, dello Sri Lanka, quando nominava il sindaco faceva sul serio. Parlava del suo sindaco, il primo cittadino del Comune di Bovolenta, quello che gli ha dato un lavoro, l’onore ...

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Picchia l’autista del pullman, minaccia i passeggeri, malmena nuovamente il conducente e quando viene portato in questura in manette se ne esce con una frase intimidatoria nei confronti dei poliziotti: «Ve la farò pagare. Avviserò il sindaco e vedrete quel che vi succederà». Nandasena Separamadu Dolawattage Don, 51 anni, dello Sri Lanka, quando nominava il sindaco faceva sul serio. Parlava del suo sindaco, il primo cittadino del Comune di Bovolenta, quello che gli ha dato un lavoro, l’onore e la rispettabilità. Il cingalese ubriaco fradicio è il domestico di Antonio Sorgato, sindaco di Bovolenta. Appunto.

Il maggiordomo del sindaco del piccolo paesino della Bassa aveva deciso di impegnare il suo giorno libero a Padova, bevendo fino allo sfinimento. E così, quando verso le 20 è giunta l’ora di tornare a casa, la ragione l’aveva già persa da un po’. Ha dovuto rassegnarsi a sbollire prima nella camera di sicurezza della questura, poi in una stanza del carcere Due Palazzi. E’ stato arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. IL RACCONTO. E’ salito sulla corriera Sita della linea Padova-Candiana-Agna a piazzale Boschetti. Gli altri passeggeri l’avevano già notato: puzzava di alcol e paventava la presenza di una bomba a piazzale Boschetti.

«L’ho invitato a timbrare il biglietto e ho visto che era regolare - racconta Paolo Belluco, 36 anni, autista Sita residente ad Anguillara - dal momento in cui si è seduto ha cominciato a gridare la parola “Pakistan”. Biascicava parole nella sua lingua, alternando minacce in italiano. Diceva a tutti di stare attenti. Ad un certo punto l’ho invitato a calmarsi e a sedersi e lui mi ha mandato a quel paese, offendendomi a più riprese. Invocava persino Allah. Si avvicinava alla gente e urlava loro negli orecchi. La situazione è degenerata all’incrocio tra via Falloppio e via Belzoni. Prima ha dato uno spintone ad un passeggero, poi si è buttato sul volante della corriera. Fortunatamente sono stato bravo ad azionare il freno a mano, altrimenti sarebbe successo un disastro. In due sono riusciti a staccarlo dal volante, ma subito dopo ha reagito sferrandomi un pugno sull’occhio sinistro. A fatica sono riuscito a bloccarlo, in attesa dell’arrivo della polizia».

L’ARRESTO. Dopo qualche minuto in via Falloppio è arrivata una volante della questura, ma lo straniero non si è fermato neppure di fronte alle divise degli agenti. Si è scagliato nuovamente contro l’autista ma stavolta è stato fermato in tempo dagli uomini delle volanti. Paolo Belluco si è affidato alle cure del pronto soccorso e il viaggio della corriera Sita è stato bloccato fino all’arrivo di un nuovo autista. IN QUESTURA. Il cingalese invece è stato portato in questura, dove si è reso protagonista di un nuovo show. Prima ha cominciato a sferrare calci e pugni contro le pareti della cella di sicurezza, poi ha iniziato a inveire contro gli agenti: «Ve la farò pagare, vedrete quando lo dico al sindaco». A quel punto i poliziotti sono rimasti leggermente interdetti, pensando che si trattasse del sindaco Flavio Zanonato.

La verità è emersa qualche minuto dopo. Il sindaco in questione era quello di Bovolenta, Antonio Sorgato, il datore di lavoro del cingalese. Il politico, attualmente aderente al Pdl, corrente Forza Italia, è stato informato del fatto.

Ieri mattina c’è stato il processo per direttissima in tribunale a Padova e lo straniero è stato condannato e successivamente scarcerato. E c’è da scommettere su una sonora lavata di capo. Proprio da parte del suo sindaco.