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La legge sulla casa approvata dalla giunta

Giancarlo Galan

Il provvedimento potrebbe interessare più di un milione di immobili

Nemmeno il tempo di annunciare l’esistenza di un disegno di legge a sostegno di edilizia, bioedilizia ed economia, che la Giunta regionale ha adottato il provvedimento. L’approvazione, ottenuta con un’incursione “fuori sacco”, è arrivata prima del via libera della legge quadro di settore in Consiglio dei ministri, prevista per venerdì. Già oggi la delibera sarà trasmessa al Consiglio regionale per l’approvazione. «Ho concordato le direttive direttamente con il presidente del Consiglio per cu ...

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Nemmeno il tempo di annunciare l’esistenza di un disegno di legge a sostegno di edilizia, bioedilizia ed economia, che la Giunta regionale ha adottato il provvedimento. L’approvazione, ottenuta con un’incursione “fuori sacco”, è arrivata prima del via libera della legge quadro di settore in Consiglio dei ministri, prevista per venerdì. Già oggi la delibera sarà trasmessa al Consiglio regionale per l’approvazione. «Ho concordato le direttive direttamente con il presidente del Consiglio per cui ho la ragionevole certezza di non essere smentito» sostiene Giancarlo Galan e annuncia «Il prossimo passo sarà trasformare 40 mila persone che pagano l’affitto in altrettanti proprietari di un’abitazione Ater. Così smuoviamo anche le banche».

La delibera - 8 articoli in tutto - è stata aggiornata dai tecnici fino all’ultimo e approvata all’unanimità nel giro di un’ora. Confermata la possibilità di intervento sugli edifici in deroga alle previsioni in caso di ampliamento fino al 20%; fino al 30% per demolizione e ristrutturazione di edifici costruiti prima del 1989, percentuale che lievita fino al 35% in caso di ricorso a tecnologie di bioedilizia. L’obiettivo è che il Consiglio regionale approvi la delibera in via definitiva prima dell’estate per non vanificare l’intenzione propulsiva sull’economia. «Con Berlusconi, dato che continuo a fare le cose con lui e Letta» parte Galan prima di buttare là un riparatore “e con qualche ministro” «Avevamo concepito di fare qualcosa a sostegno dell’edilizia, ne è venuto fuori un provvedimento che interessa innanzitutto i cittadini poiché prevede l’abolizione di tutta la burocrazia. E questo sarà un incentivo forte che spingerà i veneti a tirare fuori i soldi dal materasso. E’ chiaro che funzionerà di più con le case singole o le plurifamiliari, ma, del resto, questo è anche il tipo di costruzione dominante in Veneto. Sul fronte dei capannoni, invece c’è la possibilità di abbattere l’obsoleto e ricostruire dove questi sono più utili adottando tecniche innovative ma soprattutto eliminando definitivamente l’eternit che ancora resiste».

Il provvedimento avrà durata biennale (a seconda del tipo di intervento fa testo la dia o la domanda al Comune) proprio per garantire l’immediata iniezione di risorse sul mercato e sarà a costo zero per la Regione. Per gli ampliamenti è previsto il ricorso alla dia (denuncia di inizio attività), mentre per la ricostruzione rimane in vigore l’autorizzazione a costruire. Non solo, è prevista una riduzione significativa degli oneri di urbanizzazione che, per l’ampliamento, si attesteranno su una spesa complessiva di circa il 10%.

Nel provvedimento è garantita la tutela dei centri storici e del paesaggio: i Comuni potranno escludere dai benefici di legge aree di particolare importanza sotto l’aspetto edilizio, paesaggistico o ambientale. Una garanzia sufficiente a chiudere la bocca ai detrattori, per Galan e per Berlusconi. «Nel piano casa non c’è nessuna cementificazione - sostiene il premier - non credo ci sia qualcuno così stupido da voler diminuire il valore della propria casa facendo delle cose brutte».

La legge non avrà invece valenza per le grandi strutture di vendita, né sugli edifici abusivi e per quelli realizzati dopo il primo gennaio 2009.

Ma quante abitazioni riguarderà? Secondo le prime stime dei tecnici che hanno lavorato alla stesura della delibera, si parla del 50% dell’esistente sulla ricostruzione e del 20% per gli ampliamenti. Stando ai dati riferiti dal catasto, al dicembre 2006 in Veneto c’erano 2.362.997 unità immobiliari urbane. Va da sé che secondo stime ottimistiche, siamo di fronte ad oltre un milione di potenziali ristrutturazioni e circa 470 mila - altrettanto potenziali - ampliamenti.

«Chi ha soldi da parte in questo momento spende più volentieri sul proprio - spiega l’assessore all’Urbanistica Renzo Marangon - non avendo denaro da distribuire, abbiamo quindi previsto di incentivare la cubatura. Sulla ricostruzione abbiamo messo il tetto del 1989. A vent’anni le abitazioni cominciano, infatti, ad aver bisogno di un tagliando». Diversamente, chi amplierà la propria abitazione seguendo te nuove tecnologie di risparmio energetico, potrà comunque accedere ai fondi messi a disposzione dalla Regione in questo settore.

Ferma restando la possibilità di variare le percentuali «su cui eventualmente si esprimerà il Consiglio» sostiene Galan, parte così una battaglia di recupero dell’esistente, come la definisce lo stesso presidente: «Questa è un’occasione per fare il Veneto un po’ più bello - spiega - fosse per me guiderei personalmente una ruspa contro qualche palazzo orribile, a partire da una casa che sorge a Baone, tra Valle San Giorgio ed Arquà».