Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

«Sono mesi che la rincorriamo»

Il sindaco di Alibignasego Massimiliano Barison la dirigente scolastica regionale Carmela Palumboe il sindaco di Abano Andrea Bronzato

Il 90 per cento ha chiesto 30 o 40 ore, ma i tagli non lo consentiranno

ABANO TERME. Sconcerto e irritazione dei sindaci veneti per l’improvviso «forfait», per impegni istituzionali, del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. La sua presenza era attesa dai primi cittadini per un confronto sui pesanti tagli alla scuola che rischiano di cancellare il tempo lungo a scuola. Tagli che i sindaci, di centrodestra e di centrosinistra, contestano per le pesanti ripercussioni sui programmi didattici e i livelli occupazionali del corpo insegnante.

Capofila dell ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

ABANO TERME. Sconcerto e irritazione dei sindaci veneti per l’improvviso «forfait», per impegni istituzionali, del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. La sua presenza era attesa dai primi cittadini per un confronto sui pesanti tagli alla scuola che rischiano di cancellare il tempo lungo a scuola. Tagli che i sindaci, di centrodestra e di centrosinistra, contestano per le pesanti ripercussioni sui programmi didattici e i livelli occupazionali del corpo insegnante.

Capofila della protesta, il sindaco di Albignasego, Massimiliano Barison, Forza Italia: «In questi anni, il Veneto si è comportato come una previdente formica. In molti casi siamo riusciti a utilizzare lo stesso personale docente sia per il tempo normale che per il tempo lungo, con un notevole risparmio di risorse. Dispiace che il ministro Gelmini non sia qui. Non vogliamo rimettere in discussione l’impianto della riforma dall’a alla zeta, ma chiediamo che sia riconosciuta una specificità veneta».

Chi spara ad alzo zero è Claudio Piron, assessore ai Servizi scolastici di Padova ed esponente del Pd: «Siamo alla follia. Ci vediamo costretti da mesi a rincorrere il ministro, di convegno in convegno, per avere una risposta, quando i tavoli istituzionali per dibattere di questo tema non sono ancora stati attivati. Ci siamo ridotti a supplicare un faccia a faccia. Ora il centrodestra e la Regione Veneto si sono finalmente svegliati. Ma finora sono sempre stati assenti». Sulla stessa linea il collega, sempre nel centrosinistra, Mirco Gastaldon, sindaco di Cadoneghe: «E’ mancata una importante occasione di confronto.

Non dobbiamo dimenticare che i genitori dei ragazzi hanno siglato con la scuola un vero e proprio contratto per far seguire ai propri figli uno specifico percorso didattico. E pretendono che venga rispettato. Non si possono cambiare le regole in corsa».

Diplomatica e telegrafica, invece, la reazione del padrone di casa, il sindaco forzista di Abano Andrea Bronzato: «Questo è un seminario sull’orientamento. Per discutere di questi temi ci sono le sedi istituzionali. Che il ministro sia assente, tutto sommato non rappresenta un grave problema. Abbiamo già chiesto un incontro con lei a Roma, da fissare nei prossimi giorni».

«Il tempo lungo è anche una garanzia di sicurezza - chiosa Velia Bevilacqua, di Battaglia Terme - La casa, per i bambini, è un luogo molto più pericoloso della scuola dove sono costantemente seguiti, in assenza dei genitori». Ma a protestare non sono solo i sindaci del Padovano. «Se potessimo disporre del 20% dell’Irpef, tutti i Comuni veneti potrebbero addirittura ampliarlo, il tempo lungo - dichiara il vicesindaco di Crespano del Grappa Antonio Guadagnini, Udc - Nella maggior parte delle famiglie lavorano sia il padre che la madre. Il tempo lungo a scuola è necessario. Se venisse cancellato, non avremmo le risorse per intervenire».

Dello stesso avviso il primo cittadino di Asolo, Daniele Ferrazza, civica di centrosinistra: «Ancora una volta, lo Stato centrale scarica sugli enti locali i suoi costi e le sue emergenze. Senza la possibilità di gestire direttamente l’Irpef non potremo venire incontro alle richieste delle famiglie. Ministro e Parlamento riflettano su questo». «La scuola veneta vanta standard di eccellenza europei - dichiara Romano Tiozzo, forzista, sindaco di Chioggia - E il tempo lungo, alle elementari, non è uno sfizio ma ormai un’esigenza».