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Le intercettazioni«Paolo, sei proprio l'impresa più forte»

PADOVA. «Ah, sei una potenza, Paolo! Sei diventato una potenza! Che con il Cosecon ti sei ingrassato! Sei diventato l’impresa. Hanno detto che tu sei diventato l’impresa più forte della Bassa padovana».

In una delle intercettazioni telefoniche, a disposizione della Procura della Repubblica, l’interlocutore di Paolo Garofolin gli rende omaggio così. Il diretto interessato, l’imprenditore edile, si sincera se l’elogio dipende proprio da Cosecon e a sua volta conferma così: «Eh, sì, bhè, guai ...

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PADOVA. «Ah, sei una potenza, Paolo! Sei diventato una potenza! Che con il Cosecon ti sei ingrassato! Sei diventato l’impresa. Hanno detto che tu sei diventato l’impresa più forte della Bassa padovana».

In una delle intercettazioni telefoniche, a disposizione della Procura della Repubblica, l’interlocutore di Paolo Garofolin gli rende omaggio così. Il diretto interessato, l’imprenditore edile, si sincera se l’elogio dipende proprio da Cosecon e a sua volta conferma così: «Eh, sì, bhè, guai se non avessi avuto ’sto cliente qua».

E anche grazie alle “indagini ambientali”, l’inchiesta ha appurato il «sodalizio» consolidato negli anni che lega il direttore generale di Cosecon Roberto Dalla Libera con il dirigente regionale Luigi Destro (che fa anche da consulente alla Garofalo Costruzioni). E’ così che emergono le verifiche delle irregolarità. Il direttore Cosecon si lamenta: «Quel signore che lavora anche molto spesso per noi a fare infrastrutture (Garofolin ndr) ha fatto praticamente un’asinata. Credo che il suo ruolo sia quello del sub-appaltatore e quindi dovrebbe avere dal punto di vista giuridico quel tipo di atteggiamento che gli compete dal ruolo, no? Questo piccolo lavoro è stato vinto da un’altra ditta che ha fatto molto meglio di lui e ovviamente abbiamo evidentemente dato l’incarico di procedere. Siccome però il resto del cantiere, cioè tutto il Pip non è ancora stato collaudato, ci impedisce di accedere a questo trattino che c’è da fare». Siamo a fine 2007, ma i rapporti di forza sono nitidamente fuori spettro. La stazione appaltante è letteralmente succube di un’impresa che lavora in sub appalto. Chi sta al vertice di Cosecon si rivela sotto ricatto. E il “re della Bassa” si comporta come un vero e proprio boss dei cantieri.

Un’altra conversazione con Francesco Calgaro spiega che il libero professionista deve essere trattato «più che da fratello» per poter raddrizzare i conti e non rimetterci. Garofolin non usa mezzi termini, quando si tratta di mettere in riga tutti. Parla con il dirigente regionale-consulente Destro e sillaba: «Io non faccio mica riserve. Ho altri metodi. Quindi non me ne frega un c... di te, né di Giopp, né del Giotto, né di nessuno...».

Vincolo.
Comunque, basta scorrere l’elenco delle opere pubbliche per trovare conferme puntuali al procedere dei tre. Cosecon stazione appaltante (Dalla Libera), impresa che realizza le opere (Garofolin) e collaudatore (Destro).

La giunta regionale con delibera 4650 del 28 dicembre 1999 aveva erogato 3,2 miliardi di lire a beneficio di infrastrutture e insediamenti produttivi: l’area industriale di Conselve comparti 8-9-12; Pdl 1 e 2 del completamento della zona industriale a Bagnoli; ampliamento dell’area industriale-artigianale di Terrassa; area industriale-artigianale di Piacenza d’Adige e Agna.

Arriva la rendicontazione a Venezia, con cui Cosecon Spa certifica: oltre 154 milioni di lire per il comparto 8 a Conselve (esecutrice impresa Garofolin, collaudatore Destro); altri 299 milioni del comparto 9 a Conselve (Garofolin & Destro); 432 milioni del comparto 12 (Garofolin & Destro); 307 milioni per Bagnoli (impresa Mattioli di Padova, ma con Garofolin per l’urbanizzazione primaria, sempre Destro collaudatore); 413 milioni ancora a Bagnoli (Garofolin e collaudatore l’ingegner Martino Lazzarin di Conselve); 529 milioni a Terrassa (impresa Paccagnan di Ponzano Veneto e Garofolin, collaudatore Destro); 175 milioni per Piacenza d’Adige (impresa Cogefri Srl di Badia Polesine, ma installatore del cartello di cantiere risulta Garofolin e collaudatore Fasiol di Lendinara); 220 milioni per Agna (impresa Mattioli di Padova con Garofolin per manutenzione».

E cessione appalti. La Procura ha agli atti la documentazione del Docup Obiettivo 2 periodo 2000-2006, che interessa le aree attrezzate dei servizi alle imprese insieme all’intermodalità e alla logistica. Di nuovo incarichi a Destro, ancora una mole di perizie supplettive. Varianti nella quasi totalità dei cantieri.

Lavori finanziati con i soldi pubblici, in cui Garofolin recita il ruolo di appaltatore occulto. Non compare nei cantieri che sono stati aggiudicati ad altre imprese, eppure la stazione appaltante Cosecon si rapporta con lui come referente.

Ecco l’elenco completo. Recupero centro chimica a Sospirolo (Belluno), con contributo a Cosecon di 2,2 milioni di euro. Due perizie (114 e 59 mila euro), ditta esecutrice Merotto Spa e Destro che firma la perizia di stima dell’area.

Recupero ex-zuccherificio di Cartura con contributo erogato a Cosecon per 3,9 milioni, mentre le ditte esecutrici sono Cortegiano Srl e Garofolin per manutenzione. Tre perizie suppletive, rispettivamente da 592.803,18, 20.147,12 e 108.611,63 euro. Trasmesse in regione con la firma del direttore generale Cosecon.

Ristrutturazione ex zuccherificio Cavarzere: 2,9 milioni a Cosecon: Gpl Srl la ditta con perizia da 137 mila euro.

Recupero “Colombara” a Rovolon (PD): un milione erogato a Cosecon con perizia suppletiva da 156.694,49 euro.

Piano di lottizzazione D1/4 a Pozzonovo: erogati 440 mila euro; ditta esecutrice la Garofolin Benito Srl cui i lavori sono stati consegnati sotto riserva di legge.

Recupero edificio industriale dismesso a Taibon Agordino (Belluno). Per Cosecon 1,7 milioni e cantiere alla Roni Angelo di Mas di Sedico.

Opere infrastrutturali di collegamento tra le zone industriali di Stanghella, Vescovana e Boara Pisani: a Cosecon un «sostegno transitorio» di 601 mila euro.

Ampliamento della zona industriale di Bovolenta: 766 mila euro a Cosecon con le ditte Cgt Srl Tresoldi di Stanghella per le opere di urbanizzazione e Dondi Spa per la rete del metano.

Nel Pip a Salara (Rovigo) al Cosecon vanno altri 984.725,58 euro. Lavori consegnati con riserve. Uno stralcio eseguito dalla rodigina Pellegrini Srl, l’altro dalla Cignoni Srl.

Per i siti dismessi ex distilleria centro attività logistiche a Cosecon è assegnato un contributo da 9 milioni pari al 65% del costo dell’investimento totale. Il cantiere risulta dell’Ati Ferruccio Capone di Montella (Avellino).

Per i servizi logistici dell’autoparco e autoporto di Conselve, Cosecon riceve 4,8 milioni. C’è una perizia suppletiva alle opere edili senza importo (con 91 mila euro però di spese tecniche di redazione per l’architetto Cavazzana). Il collaudatore statico è Destro.

Il recupero di un sito dismesso a Sospirolo (Belluno) vale per Cosecon 2,1 milioni. La ditta esecutrice è la Fratelli Paccagnan. In questo cantiere (con perizia supplettiva) è Destro che ha firmato la perizia relativa all’acquisto dell’area.

Funzionari.
Andrea Breda e Silvia Ginasi all’interno del Cosecon, secondo la Procura, non potevano essere all’oscuro. Tant’è che Breda firma gli stati di avanzamento lavori, i conseguenti certificati di pagamento quando ricopre la funzione di direttore dei lavori. E interviene nelle perizie suppletive, sottoscrivendo le relazioni accompagnatorie controfirmate dal direttore generale. Ginasi è invece Responsabile unico del procedimento: firma i bandi di gara, gli inviti alle ditte per le licitazioni private, autorizza i subappalti, firma i certificati di pagamento e attesta le dichiarazioni di conformità delle perizie suppletive, quando sono spedite in Regione per l’erogazione di contributi europei.

Professionisti. L’architetto Mauro Sarti viene soprattutto chiamato in causa per la pratica dell’aprile 2005 che vale 550 mila euro in più rispetto all’opera iniziale. Fa specie, in particolare, come il 14 luglio 2004 sia certificata la consegna dei lavori e il 4 agosto viene relazionata l’esecuzione di una parte consistente degli «adeguamenti».

Per Andrea Fochesato, invece, c’è il contratto d’appalto formalmente aggiudicato alla ditta SoGeCo Srl per il Pip di Vescovana. Un cantiere interamente subappaltato a Garofolin. Sono 3,8 milioni di euro, cui vanno sommati 95 mila di oneri di sicurezza.