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Guizza, scacco mattoalla baby-gang

Associazione a delinquere per dodici giovani teppisti. Con i telefonini hanno ripreso le loro azioni teppistiche Scuole devastate, molotov, moto esplose

Leandro Barsotti
2 minuti di lettura
Rubavano, picchiavano, agivano in branco nei modi più svariati: intimorendo altri giovani nel patronato e davanti alle scuole; sfasciando macchine a gettone nei distributori di benzina o nelle videoteche; distruggendo nella notte motorini rubati e filmando le gesta con i telefonini; soprattutto rubando caschi di moto per poi riciclarli, o rivenderli addirittura ai legittimi proprietari. Insomma una banda di teppisti, vandali, piccoli delinquenti: tutti appena diciottenni, quasi tutti residenti alla Guizza dove, davanti alla chiesa, avevano la loro base. La Squadra Mobile ha messo fine ieri a questa banda di baby criminali.

La Squadra Mobile e le Volanti hanno agito ieri alle sei del mattino perquisendo dieci abitazioni nelle vie Muzzio, Cavalieri, Graffi, Chiesavecchia, Cavallotti, Montericco, Sandelli, Commissario, Cicogna, tutte zone Guizza, e via Vecchia Adige ad Arre. Sono case in cui vivono dodici ragazzi, maggiorenni: sono stati denunciati per associazione a delinquere finalizzata al furto, alla ricettazione e ai danneggiamenti. Alcuni di questi ragazzi erano già noti alle forze dell’ordine per cattive azioni fatte da minorenni. Fanno tutti parte della tristemente nota baby-gang della Guizza che da qualche anno terrorizzava il quartiere: il nostro giornale ne ha parlato più volte riportando episodi gravi (dalla violenza sul campetto del patronato alla devastazione di una scuola pubblica). Ora la baby-gang è cresciuta, ed è aumentato il volume delle sue azioni delinquenziali.

La polizia è arrivata ad ottenere le perquisizioni dopo aver raccolto, con l’aiuto prezioso dei poliziotti di quartieri e della polizia municipale, almeno una cinquantina di episodi delinquenziali ad opera di questo pericoloso branco: intimidazioni, aggressioni, devastazioni, furti continui. In tutte le case (questi giovani vivono ancora con i genitori) sono state trovate prove a riscontro dell’ipotesi investigativa. Parte del materiale sequestrato è stato mostrato ieri in una conferenza stampa in Questura: caschi rubati, pistole giocattolo tenute sotto le selle delle moto, Ipod e cellulari rubati, persino della cocaina confezionata per lo spaccio e bilancino per pesarla. In particolare la banda della Guizza era diventata un riferimento per i furti: l’altra notte due ragazzi a cui è stato rubato il motorino si sono rivolti a uno dei capi della gang della Guizza per riaverlo.

Ma le prove contro questi dodici giovani sulla strada della criminalità sono tante: la devastazione di una scuola che hanno loro stessi filmata con i telefonini, distruzione di vecchie moto rubate sempre filmate con i telefoni; aggressioni per costringere altri giovani a lasciare le fidanzate; costruzione di molotov; giovani picchiati e derubati; in particolare decine di caschi di moto tranciati e rubati per essere riciclati. E’ stato ricordato l’episodio in cui questo gruppo di teppisti, in moto alla Guizza uno accanto all’altro, ha bloccato il traffico e quando un automobilista ha suonato il clacson, gli hanno preso a calci la macchina. Anche ieri mattina su un telefonino dei ragazzi sotto inchiesta è giunto un messaggino in cui si chiedeva un casco rubato da comprare. Alcune famiglie di questi giovani delinquenti, va detto, hanno collaborato con la polizia, disperate perché non sanno come fare per rimettere i figli sulla buona strada. A parte una famiglia di origine slava, le altre sono tutte famiglie italiane. Alcuni di questi ragazzi, davanti ai poliziotti, si sono sciolti in lacrime, per la paura della conseguenza delle loro bravate. Resta il fatto che il pubblico ministero Lombardi, che segue l’inchiesta, ha molto materiale su cui lavorare, a partire da otto denunce presentate contro questa gang per lesioni e aggressioni.
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