Grafica Veneta, successo da magia

Fabio Franceschi

L'azienda di Trebaseleghe stampa ogni anno 4 mila titoli, da Ken Follett alla Rowling, al Papa. In 48 ore un libro è già sugli scaffali a New York

Un successo costruito grazie a un paio di occhialoni rotondi, un pizzico di fantasia, diverse manciate di novità, mescolati velocemente con un pizzico di rischio e di avventura. E una buona dose di fortuna che, se non arriva, bisogna andare a cercarsi. Forse è questo il segreto di Harry Potter, il maghetto della nuova generazione. Gli adulti di oggi, cresciuti a Mago Merlino e abracadabra, stanno a guardare le nuove formule magiche, furbo mix di mistero e latino. Tutti, soprattutto uno: Fabio Franceschi, 36 anni, che se le ritrova fra le mani prima ancora che finiscano in libreria. E sta al vertice di un’azienda sistematicamente blindata. È la magia di Harry che si ripete tra le mura di «Grafica Veneta», un miracolo del Nordest raccontato dal fondatore agli studenti della facoltà di Economia dell’Univrersità di Padova. Nata nel 2001 con 8 dipendenti, è rapidamente cresciuta fino a dare lavoro a 200 persone. Con una novità.

Quale, signor Franceschi?
«La nuova divisione. Si chiama H24, è possibile perché all’interno dello stabilimento c’è l’intero ciclo produttivo di un libro, dalla preparazione alla confezione. In 24 ore stampiamo da pdf e consegniamo 20 mila copie in Italia. Per l’estero dipendiamo dai tempi di trasporto: ci vogliono 36 ore perché un libro da Trebaseleghe sia esposto in una libreria di Mosca, 48 per New York».

I fatturati dimostrano che la sua azienda non risente dell’effetto web...
«È difficile che un romanzo subisca la concorrenza dei prodotti digitali: sono abbastanza sereno, il libro non sarà sostituito dall’e-book. Il nostro è un mercato maturo, sta crescendo del 4-5 per cento all’anno. A subire il contraccolpo di Internet sono la manualistica e l’informazione immediata».

Come siete riusciti ad ottenere la commessa per stampare Harry Potter?
«La Rowling, l’autrice della saga, è una persona molto attenta alla filiera, ha chiesto che la sua opera fosse stampata da un primario stampatore. La Salani è una dei nostri principali clienti, era scontato che Harry Potter fosse stampato in Grafica Veneta. Quello che era meno scontato, è che lo si riuscisse a stampare per l’estero: Francia, Polonia, Romania, Grecia, sono tutti successi inattesi».

Come riuscite a far fronte a una mole di lavoro così imponente?
«Il Potter è modulato in Europa, non è uscito contemporaneamente in tutti i paesi. Ma non sarebbe stato un problema».

Quali altri autori o titoli famosi stampate?
«Ken Follett in Europa ci ha dato grandi soddisfazioni (solo per la Spagna abbiamo stampato due milioni di copie), come il libro del Papa».

Lei che ha fra le mani queste opere prima che qualsiasi altra persona le abbia lette, non ci dà mai una sbirciata?
«A dire il vero sono un po’ pigro. E poi 4000 titoli all’anno sono tanti. Spesso leggo solo la prima pagina, mi riprometto di andare avanti, ma il giorno dopo c’è già qualcos’altro che mi incuriosisce».

Che effetto fa vivere in un’azienda “blindata”?
«Con il libro di Harry Potter avevamo delle penali altissime, ne andava della nostra serietà, ma ormai ci siamo abituati».

Come fate ad essere certi che, con 200 dipendenti, non sfugga nemmeno una pagina?
«Ci sono controlli, all’ingresso e in uscita. Ma comunque penso che nessuno dei dipendenti di Grafica Veneta voglia mettere in discussione il proprio lavoro. La maggior parte di loro sono assunti a tempo indeterminato, l’ultimo ha firmato il contratto qualche giorno fa. Ha 55 anni».

Avete la sede a Trebaseleghe: mai pensato di spostarvi più vicini ai grossi centri?
«Siamo qui da tempo, spostare le persone è molto più difficile che trasferire un’azienda. E poi siamo legati al nostro paese».
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