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Paola Goisis, la trascinatrice«Facciamo le ronde e stop alle moschee»

«La prima fiaccolata contro gli immigrati l’ho organizzata a Monselice nel marzo del 2000, dopo l’assalto alla villa del povero Valter Carturan. Qualche anno più tardi ho proposto l’installazione delle telecamere ad Este e mi sono battuta per la permanenza del crocifisso nelle scuole. All’inizio mi scambiavano per pazza. Tutto questo poi è stato copiato dai partiti di centrodestra, ma in realtà sono i nostri cavalli di battaglia. E la gente lo sa». Paola Goisis non crede ai miracoli. La prof ...

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«La prima fiaccolata contro gli immigrati l’ho organizzata a Monselice nel marzo del 2000, dopo l’assalto alla villa del povero Valter Carturan. Qualche anno più tardi ho proposto l’installazione delle telecamere ad Este e mi sono battuta per la permanenza del crocifisso nelle scuole. All’inizio mi scambiavano per pazza. Tutto questo poi è stato copiato dai partiti di centrodestra, ma in realtà sono i nostri cavalli di battaglia. E la gente lo sa». Paola Goisis non crede ai miracoli. La professoressa di italiano e storia che ha deciso di dedicare la propria vita alla Lega Nord, crede nel duro lavoro. Con un mandato da parlamentare alla Camera appena concluso e uno nuovo all’orizzonte, specifica che è rimasta quella di sempre. «Continuerò a consumare le scarpe calcando i mercati settimanali della Bassa padovana, come ho sempre fatto. Ai miei elettori, io, non faccio fare anticamera». C’è da crederci, perché il miracolo della Lega nella Bassa, non è che questo. Basta dare un’occhiata a Solesino, dove i voti in quota Carroccio si sono triplicati rispetto dall’ultima tornata elettorale. Da 500 sono diventati 1.500. E Paola Goisis li ha raccolti uno ad uno passeggiando al mercato di domenica mattina, parlando con gli ambulanti, esponendosi alle critiche. Ora a Solesino, Comune amministrato dal centrosinistra, esiste una sezione della Lega. C’è un responsabile, Daniele Polato, ex operaio in fabbrica ora in pensione. E tra poco ci sarà anche una nuova sede, in centro.

A Villa Estense la Lega non è neppure in consiglio comunale. Ma a queste elezioni ha preso il 22,54 per cento, perché ormai da quattro anni Robertino Pellegrini gira per il paese facendo propaganda. E ogni tanto si presenta in piazza con Paola Goisis. «Si parla di sicurezza, di immigrazione clandestina, tutti temi vicini alla gente», dice convinto Robertino. A Ospedaletto Euganeo il Carroccio ha conquistato il 25% e neppure lì ci sono consiglieri comunali a rappresentare il partito.

«Ho parlato alla gente in modo concreto - ripete Paola Goisis - e il mio obiettivo è quello di continuare a battermi per risolvere i problemi di tutti i giorni. Come l’assegnazione delle case agli extracomunitari, penalizzando i nostri giovani. Sono stata criticata per i toni forti. Ma quando gli interlocutori sono sordi, bisogna gridare». E quando le si chiede quali siano le tre battaglie più importanti non ha dubbi. «La sicurezza, con le ronde anticrimine e la lotta al proliferare delle moschee. Poi l’attenzione alle famiglie, con la volontà di cambiare il regolamento per l’assegnazione delle case Ater, concedendo più punti alla nostra gente. E infine il federalismo fiscale». Il motore della Lega, nella Bassa, è costituito da 500 tesserati. Tra questi ci sono 30 persone che costituiscono lo zoccolo duro. L’onda verde ha travolto anche qualche sindaco, con tradizioni politiche ben radicate alle spalle. Elisa Muraro, ha 30 anni ed è sindaco di Vescovana, eletta in quota Forza Italia. Suo padre Luciano è stato sindaco per 37 anni, prima sotto il simbolo della Dc, poi sotto Forza Italia. Ma meno di un mese fa Elisa Muraro ha deciso di iscriversi alla Lega.

«Non ho mai condiviso l’impostazione verticistica di Forza Italia - dice - nessuno mi ha mai coinvolto in decisioni. Così me ne sono andata. E ho scelto la Lega, dove vige una logica di gruppo. E dove ci sono tanti giovani».