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Podrecca-Pavin chiamano Zanonato«Accelerazione per colmare i ritardi»

Il grande architetto non lesina le parole suggestive, i suoi committenti non nascondono una concreta ed esplicita impazienza verso gli amministratori. Così la conferenza stampa di ieri mattina nella sede padovana dell'Ance in piazza De Gasperi, ospitata dal Collegio dei costruttori edili, è consistita da un lato nell'infervorata e a tratti pure poetica illustrazione del maxi-progetto urbanistico per l'area Pp1 da parte della sua «mente», l'architetto di origine serba Boris Podrecca titolare ...

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Il grande architetto non lesina le parole suggestive, i suoi committenti non nascondono una concreta ed esplicita impazienza verso gli amministratori. Così la conferenza stampa di ieri mattina nella sede padovana dell'Ance in piazza De Gasperi, ospitata dal Collegio dei costruttori edili, è consistita da un lato nell'infervorata e a tratti pure poetica illustrazione del maxi-progetto urbanistico per l'area Pp1 da parte della sua «mente», l'architetto di origine serba Boris Podrecca titolare dell'omonimo Atelier di Vienna. Dall'altro lato, l'occasione dell'incontro con l'opinione pubblica è servita agli artefici dell'impresa - la cordata delle aziende «sei sorelle» dell'Alta padovana che nella primavera dal 2004 si è aggiudicata, un po' a sorpresa, l'acquisizione dell'area ex-gasometro fra le vie Trieste e Valeri - a lanciare pubblicamente al Comune il messaggio di stringere i tempi, dando un'accelerazione all'iter per consentire finalmente la partenza dei lavori.

«Occorre imprimere più velocità, perché le trafile burocratiche sono micidiali», raccomanda anche Leonardo Cetera presidente del Collegio, considerato buon amico del sindaco Flavio Zanonato la cui giunta ha ereditato la gestione dell'operazione Pp1 da quella di Giustina Destro. «E la realizzazione del progetto costituirà il modo migliore per spazzare via le polemiche, che si stempereranno man mano che si vedrà la qualità dell'urbanizzazione non solo per i suoi fruitori diretti, ma per la città».

Giancarlo Pavin, presidente del consiglio di amministrazione della Progetto Pp1 spa (il pool di imprese, con capitale sociale di 6 milioni e mezzo di euro, comprende Belvedere di Loreggia, Ce.Car di Carmignano di Brenta, Edilbasso di Loreggia, Nicolini di Campodoro, Tiemme di Camposampiero e Tre.Fin. di Monselice), con la sua sorridente ruvidità palesa qualche malumore. «Nello scorso aprile abbiamo fatto una festicciola nei tre anni dall'acquisizione, che ci aveva visti aggiudicarci l'asta non senza palpitazioni per un'impresa così grossa. Dal 2004, però, non abbiamo ancora potuto cominciare a costruire, mentre ci sentivamo in grado di fare tutto in 3-4 anni. Il progetto dell'architetto Podrecca è andato avanti, con aggiustamenti anche notevoli del piano volumetrico, a cominciare dallo "spostamento" del contestato grattacielo alto quasi 100 metri, che aveva fatto paura a qualcuno, dal fronte-strada di via Trieste più indietro (fra l'altro, ancora più lontano dai giardini dell'Arena e dalla cappella degli Scrovegni). Abbiamo recepito le modifiche secondo le indicazioni della Soprintendenza, in continuo confronto con Guglielmo Monti.

Di recente il Consiglio comunale ha approvato la perimetrazione d'ámbito d'intervento. Insomma noi non vediamo l'ora di partire e siamo perfettamente pronti. Anche perché, non neghiamolo, il tempo è denaro. Il mercato immobiliare andava a mille quando abbiamo compiuto il grande passo, adesso si trova in una fase di stasi. Ma pur per l'amministrazione municipale si tratta di intascare il "saldo" da 24 milioni di euro dopo i 6 che abbiamo "anticipato" con la stipula del contratto preliminare di vendita. E anche la Provincia, titolare di 40 mila dei 140 mila metri cubi totali di volumetria edificabile, "scambiati" con il Comune che ha avuto il piazzale Boschetti per farci l'auditorium prima ipotizzato nel Pp1, ha il suo interesse a sveltire a questo punto le operazioni. Il nuovo piano di viabilità per la zona è impostato. Ebbene, le "pezze" sono tutte pronte. Ora noi speriamo vivamente che per la metà di febbraio la commissione Urbanistica abbia concluso il suo vaglio, in modo che per la fine di maggio, diciamo entro giugno, si arrivi alla convenzione. Insomma, a questo punto ci auguriamo che ai primi del 2009 sia possibile posare la prima pietra».

Boris Podrecca, il cui super studio viennese ha la collaborazione di quello veneziano di Marco Zordan, conferma di avere rifinito il progetto secondo la prescritta destinazione urbanistica: 70 mila metri cubi a residenziale e 30 mila a commerciale-direzionale, e due piani interrati da adibire a garages per un totale di quasi 2 mila posti-auto riservati sia ai residenti che a parcheggio pubblico. L'urbanizzazione comprenderà, attorno a un'«ansa» occupata da un parco da 10 mila metri quadrati, e a una piazza all'italiana con acque da 5.500 metri, oltre ad altre piazzette e a portici per altri 5.500 metri, una serie di abitazioni di pregio di varie altezze, in stile «ville urbane», e uffici, esercizi commerciali, ristoranti e locali. «Una zona cerniera», spiega l'architetto, «fra il centro storico - in particolare le antiche mura con il Piovego, i giardini e la cappella di Giotto, con i quali dialogherà faccia a faccia - e la non bella, addensata Padova moderna del post-boom a partire dagli anni ‘60. Un progetto in "confronto" diretto sia con l'auditorium di Klaus Kada, sia con il riordino dell'area Stazione ideato dal compianto Gino Valle».

E il grattacielo? «Certi ambientalisti sono affetti dalla malattia del presentismo su tutto quello di nuovo che si fa. Ma quale incombente "lunga ombra" fino agli Scrovegni, distanti 400 metri, e magari il Prato della Valle! Un po' di "cono", se l'astronomia non è un'opinione, ci sarà solo verso nord, dalla parte opposta».