Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Parlano i pendolari sul piede di guerra"Pochi treni anche per tornare a casa"

I pendolari della linea ferroviaria Adria-Mestre sono sul piede di guerra: troppi i ritardi che registrano le corse e troppo pochi i convogli pomeridiani per il rientro che costringono a lunghe attese in stazione. E c'è poi il problema del sovraffollamento delle carrozze, tanto che molti lavoratori e studenti devono affrontare il viaggio in piedi. Nelle scorse settimane c'è già stato uno scambio di lettere fra i pendolari, rappresentati da Lucia Panareo, e la direzione dell'esercizio ferrovi ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

I pendolari della linea ferroviaria Adria-Mestre sono sul piede di guerra: troppi i ritardi che registrano le corse e troppo pochi i convogli pomeridiani per il rientro che costringono a lunghe attese in stazione. E c'è poi il problema del sovraffollamento delle carrozze, tanto che molti lavoratori e studenti devono affrontare il viaggio in piedi. Nelle scorse settimane c'è già stato uno scambio di lettere fra i pendolari, rappresentati da Lucia Panareo, e la direzione dell'esercizio ferroviario: da una parte le lamentele e le richieste degli utenti, dall'altra le difficoltà e i buoni propositi del gestore del servizio. Sono vent'anni che prendo il treno - afferma Lucia Panareo, che parte tutte le mattine alle 6 da Adria - e a parte un convoglio alle 7, aggiunto due anni fa, non ci sono state altre migliorie quanto a frequenza delle corse, a fronte di una utenza che si è più che triplicata. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'anticipazione alle 14.25 del treno che partiva da Venezia alle 14.46: sia i lavoratori che gli studenti non riescono più a prenderlo a meno di chiedere permessi di uscita anticipata dall'ufficio o dalla scuola.

E l'alternativa è attendere il convoglio delle 16.25”. Io non ho orari flessibili - interviene Olivo Bondesan, pure lui di Adria - e devo uscire dall'ufficio alle 14, per cui non riesco a prendere il treno anticipato. Così ogni santo giorno devono aspettare un'ora e mezza in stazione per tornare a casa. Questa linea è decisamente malservita rispetto alle necessità”.

Il problema delle lunghe attese è condiviso anche da Paolo Ferretto, che arriva da Cavarzere: “Io finisco alle 17 e c'è solo un treno alle 18.40 per tornare. L'anno scorso ce n'era uno alle 17.30, ma lo hanno tolto”. La linea Adria-Mestre è utilizzata anche da molti studenti, come Alice Chinello e Monica Redi di Piove di Sacco. “La mattina ci sono molti ritardi che spesso ci fanno arrivare tardi, nonostante partiamo da casa che fa ancora buio. A volte capita di dover stare in piedi e non è accettabile visto che paghiamo 49,70 euro di abbonamento. Il pomeriggio, poi, è una tragedia - confermano le studentesse - perch‚ ci sono pochi treni”. “Anche volendo chiedere informazioni - fa eco Graziano Cuccato, di Pontelongo - mai che si veda il capotreno. La scorsa settimana è stato soppresso il treno in partenza da Adria alle 6.02 e nessuno alle fermate successive è stato avvisato. C'è poca manutenzione sulla linea, basta un po' di ghiaccio e si bloccano gli scambi o le sbarre ai passaggi a livello e tutto provoca ritardi. Hanno anche attivato un numero verde, peccato che risponda una persona affatto cortese, che oltretutto altro non sa fare se non dare la colpa di ogni disservizio a Trenitalia”. Maristella Andreato di Campagna Lupia e Massimo Soffiato di Campolongo confermano il problema del sovraffollamento: “Ci capita spesso di dover viaggiare in piedi e da quando sono entrati in funzione i treni nuovi al situazione è anche peggiorata, perché hanno meno posti a sedere”.