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Agricoltura e caldo anomalo, nel Padovano perso un terzo delle colture autunnali e invernali

Cia Padova stima perdite per 1 milioni di euro, in particolare per radicchi, cavoli, insalate, verze, porri e finocchi

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L'agricoltura padovana ha perso un milione di euro per il caldo anomalo

 

Il caldo anomalo di questa prima fase dell’inverno ha messo ko le colture autunno-vernine, fra le quali tutti i radicchi padovani, il cavolo broccolo, il cavolo rapa, le insalate, le verze, i porri e i finocchi. Le perdite delle rese, secondo un report di Cia Padova, sono dell’ordine del 30%, per un valore stimabile, fino a questo momento (a livello provinciale), di oltre 1 milione di euro.

“I radicchi, in particolare, stanno soffrendo della mancanza delle gelate mattutine – puntualizza Cristiana Scarabello, presidente della zona Cia di Padova - Ragion per cui non si stanno sviluppando in maniera adeguata, mentre, a cascata, le qualità organolettiche degli stessi non risultano d’eccellenza come negli anni passati”.

Stando all’ultima relazione dell’Arpav sulla risorsa idrica, “in pianura il mese di dicembre è stato uno dei dieci più miti degli ultimi trent’anni: particolarmente calda la terza decade con addirittura 4 gradi in più rispetto alla media”. Problemi pure per le falde, nonostante le piogge di questi giorni. “La situazione di scarsità della risorsa idrica, anche se in generale miglioramento, permane in pianura con livelli in linea o inferiori rispetto ai minimi assoluti mai registrati a fine dicembre negli ultimi vent’anni”.

Per arrivare alla prossima primavera con una situazione non lontana da quella usuale “servirà un’ultima parte della stagione invernale con precipitazioni ben superiori alla norma”. Per quanto riguarda le portate dei principali fiumi padovani, l’Adige (stazione di Boara Pisani) registra un -16% rispetto alla media, il Brenta un -33%, e il Bacchiglione un -56%.

“Stiamo attraversando nuovamente una situazione di emergenza – sottolinea il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato – Le piogge di queste ore non basteranno a colmare il gap che si è venuto a creare”. Il fatto che il vero freddo sia giunto in ritardo, aggiunge, “pone anche un problema relativamente alla gestione fitosanitaria delle coltivazioni. Il caldo anomalo che si è verificato non ha di certo contribuito a ridurre la presenza di insetti, ad esempio le cimici, e delle malattie fungine”.

“Il settore agricolo rimane costantemente sotto pressione – prosegue il presidente - Diventa allora indispensabile valutare, assieme alle Istituzioni, soluzioni di sistema che permettano agli agricoltori di continuare a vivere del proprio lavoro”. Nello specifico, per tentare di far fronte alla siccità, conclude, “le autorità competenti sono chiamate a programmare la realizzazione di invasi, in grado di trattenere l’acqua in caso di fenomeni intensi e di rilasciarla nei momenti di siccità”.

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