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Medici di base, visite a lume di candela: la protesta a Padova

Luci spente giovedì 15 dicembre negli ambulatori dei dottori padovani per protestare contro la mancata attenzione della politica

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Visite a lume di candela, la protesta dei medici padovani

 

Visite a lume di candela giovedì negli ambulatori dei medici di base di Padova per protestare contro la mancata attenzione della politica.

Le ragioni 

«Ancora una volta la Medicina di Famiglia viene ignorata nei provvedimenti in discussione a sostegno delle imprese e degli studi professionali per sopperire ai costi del caro energia e dell’inflazione: oltre ad essere stata “dimenticata” nei decreti dedicati al ristoro dei dipendenti pubblici – per i quali è stata prevista una indennità una tantum per il 2023 come anticipo sul prossimo contratto pari all’1,5 % dello stipendio – la Medicina di Famiglia, ancora una volta, è stata esclusa anche dai provvedimenti del cd. DL Aiuti quater a favore delle imprese».

Il medico di famiglia è a tutti gli effetti un libero professionista convenzionato, assimilabile ad una piccola impresa; e come tale, tutti gli oneri di gestione del proprio studio professionale sono a suo carico, compresa la presenza di personale amministrativo e infermieristico.

«Non si comprende quindi per quale motivo queste imprese siano escluse dai provvedimenti che prevedono agevolazioni dal momento che, al contrario di altri professionisti che operano con partite IVA e con costi di gestione a proprio carico, il medico di medicina generale non può adeguare le tariffe delle proprie prestazioni ai costi sostenuti essendo un servizio pubblico regolamentato da una convenzione - peraltro ferma al 2018 - con il Servizio Sanitario Nazionale».

La protesta

Per queste ragioni la Fimmg  della provincia di Padova desidera dare un segnale a tutte le forze politiche, locali e nazionali, che in questo momento stanno discutendo la prossima Legge di bilancio mediante una azione simbolica ma significativa: giovedì 15 dicembre i 665 ambulatori di medicina di famiglia di Padova, all’imbrunire e sino all’orario di chiusura non accenderanno le luci e accoglieranno i pazienti per le consuete visite a lume di candela. Da Roma stanno arrivando in tutte le provincie aderenti di tutta Italia i ceri acquistati dalla Fimmg  nazionale per aderire a questa azione comune di sensibilizzazione nei confronti della politica.

Una sorta di “sciopero dei consumi energetici” per sottolineare le condizioni critiche in cui lavorano i medici di famiglia di Padova, senza ricorrere a sistemi di protesta più radicali che, in questo momento di picco dell’influenza stagionale e recrudescenza della pandemia.

L’intervento

«Siamo al lumicino – ha commentato il Vice Segretario nazionale Fimmg  dottor Domenico Maria Crisarà –. Desideriamo intervenire quindi prima che la medicina generale si spenga e con lei il SSN. Questa desidera essere una azione simbolica dell’inizio di un percorso di protesta per le mancate risposte alla nostra categoria sempre più in difficoltà dal punto di vista dei carichi di lavoro, dell’impegno burocratico e dalla mancanza di ristori economici. È semplicemente un primo segnale dato che, visto il senso di responsabilità verso i cittadini che contraddistingue la Fimmg, si vogliono lasciare aperti dei canali di confronto con le regioni ed il governo che al momento appaiono percorribili. Ma è un segnale unitario e comune al quale aderiscono tutte le nostre realtà provinciali e regionali».

Un unico motto: «Siamo al lumicino interveniamo prima che la medicina generale si spenga e con lei il SSN»; per i social sono attivi gli hashtag: #mmgallumicino #nonspegniamoSSN.

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