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Tassa sui rifiuti, è arrivato il conguaglio: a Padova bolletta più cara del 20 per cento

Cancellate le agevolazioni per il Covid, l’aumento del 7% pesa tre volte tanto. Bressa: «Nel 2023 si pagherà di meno»

Cristiano Cadoni
1 minuto di lettura

Gli effetti del Covid sono svaniti sul fronte dei tributi comunali. I cittadini padovani se ne stanno accorgendo in queste settimane, cioè da quando sull’app “Io” - per chi ce l’ha installata - o via posta tradizionale, stanno arrivando gli avvisi di pagamento relativi alla terza rata della Tari, la tassa sui rifiuti. Calmierata, anzi addirittura ridotta del 3,2 per cento nei primi due quadrimestri del 2022 grazie ai finanziamenti concessi al Comune per far fronte all’emergenza Covid, la tassa è letteralmente esplosa con l’ultima rata, più cara del venti per cento perché, di fatto, equiparabile a un conguaglio di fine anno.

I numeri

Fino a luglio di quest’anno, quando c’era la scadenza della seconda rata, la Tari è rimasta ferma ai livelli del 2021 grazie allo sconto del 3,2 per cento concesso alle circa 100 mila utenze domestiche. Per queste, a Padova città esiste una tariffa fissa, calcolata in base alla grandezza dell’abitazione, a cui si aggiunge una parte variabile, che dipende invece dal numero di componenti del nucleo familiare. Lo sconto valeva anche per le 21 mila utenze non domestiche per le quali sia la tariffa fissa che quella variabile si moltiplicano per i metri quadri del locale. Grazie alle agevolazioni per il Covid, tutti hanno mantenuto le tariffe sui livelli del 2021, evitando  quindi l’aumento del 7 per cento che il Comune aveva previsto l’anno scorso, con delibera approvata in consiglio comunale (la 130) il 20 dicembre, nell’ultima seduta dell’anno.

Il conguaglio

Venute meno le agevolazioni, la terza rata diventa quindi un conguaglio ed è più cara del venti per cento. «Gli aumenti sono dovuti al termine delle agevolazioni di cui i contribuenti hanno beneficiato con le tariffe 2021», spiega l’assessore ai Tributi, Antonio Bressa. «Il costo del servizio quest’anno è infatti rimasto complessivamente inalterato sui 48 milioni di euro, proprio come nel 2021. Questa terza bolletta dell’anno comprende lo scarto tra le tariffe del 2021 e quelle del 2022 (quelle approvate in consiglio) concentrato in una rata unica, per effetto della normativa che impedisce di applicare già nelle prime due bollette dell’anno le tariffe in vigore, facendo invece riferimento a quelle dell’anno precedente, salvo prevedere nella terza il conguaglio.

La differenza di costo media per i contribuenti rispetto all’anno scorso è quindi di circa il 7 per cento per effetto del cessare delle agevolazioni».

La situazione tornerà a normalizzarsi con la prima rata dell’anno prossimo, assicura Bressa, quando l’aumento sarà quello del 7 per cento già previsto. Le tariffe per il 2023, invece, devono essere ancora deliberate. Lo farà il consiglio comunale nelle prossime settimane.

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