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Aperte le sale ibride in ospedale a Padova: tecnologie innovative per tac e angiografia

Sono costate quasi 12 milioni di euro, servono per la chirurgia vascolare e endovascolare. Dal Ben: «Ai pazienti daremo le migliori prestazioni possibili oggi in Italia»

Simonetta Zanetti
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Due nuove sale operatorie ibride, il meglio della tecnologia messo a servizio della salute dei padovani. In particolare per chirurgia cascolare e endovascolare. Sono state inaugurate dal presidente del Veneto Luca Zaia assieme al direttore generale dell’Azienda Ospedale Università Giuseppe Dal Ben, dopo un cantiere durato diversi mesi e costato quasi 12 milioni di euro.  

A Padova la Tac a 128 strati e due nuove sale operatorie ibride

Le nuove sale si trovano al piano rialzato del Policlinico. Si tratta di sale integrate ad alta tecnologia che consentono a Padova un balzo in avanti epocale sul fronte della combinazione tra le tecniche di imaging e l’intervento chirurgico poiché permette ai clinici di poter fare diagnosi e trattamento in un’unica postazione, diminuendo rischi e ritardi, migliorando la sicurezza del paziente e riducendo i costi.

La novità assoluta in Italia è una Tac a 128 strati . Una struttura posta in uno spazio che unisce le due sale ibride dotate ciascuna di angiografo digitale robotizzato, muovendosi sui binari potrà spostarsi ora in direzione di un tavolo operatorio ora in quella dell’altro (entrambi ruotano di 180 gradi), raggiungendo direttamente il paziente. L’Azienda ospedaliera oggi fa 1.300 interventi di chirurgia ricostruttiva sulle arterie all’anno. Le due sale avranno un’operatività di almeno 17-18 ore al giorno.

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