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Mancano spogliatoi e club house. Il minirugby di Este scrive al sindaco

Gli atleti: «Il rito del terzo tempo è per noi fondamentale, ma siamo senza spazi». Pajola rassicura: «I servizi torneranno a novembre, per il resto serve pazienza»

Giada Zandonà
1 minuto di lettura

I piccoli giocatori del C’è l’Este Rugby mettono da parte la palla e impugnano carta e penna per scrivere una lettera al sindaco Matteo Pajola. Il motivo? Chiedere una nuova club house e sollecitare a risolvere la situazione degli spogliatoi del campo da gioco di via Maganza.

«Gentilissimo signor sindaco, siamo tanto preoccupati per lo stato del nostro campo che non ha più una club house pronta ad accoglierci», scrivono i bambini. La struttura, che andava regolarizzata, è stata abbattuta.

«Senza una casa accogliente come possiamo ospitare nuovi amici? Quando facevamo i concentramenti in casa era bellissimo sapere che i nostri genitori erano indaffarati a preparare la pastasciutta per noi e i nostri avversari. Il terzo tempo è un rito nel rugby, è il momento in cui tutti i contrasti che ci sono stati in campo si appianano e torniamo amici. E ora come faremo? Dove ci troveremo noi bambini? È come se abitassimo in una casa senza tetto!» .

Oltre alla club house dove svolgere il rito del terzo tempo, i giocatori chiedono di poter riavere presto gli spogliatoi che sono sottoposti a manutenzione: «Mamma e papà, che ci vengono a vedere, non potendoci lavare negli spogliatoi ci cambiamo in macchina. Sì, è vero che noi siamo forti e abituati al freddo, ma quando pioverà non potremo rimanere bagnati e temiamo che questo diventi un pretesto per i nostri genitori di non portarci all’allenamento», continuano i bambini.

«Ci rassicuri signor sindaco: a noi il rugby serve, ci aiuta a crescere sani e forti, ci insegna il rispetto per l’avversario, ci ricorda sempre che così come nella vita per arrivare alla meta abbiamo bisogno di tutti i nostri compagni».

Il sindaco Pajola è subito pronto a dare le rassicurazioni richieste: «Nella prima metà di novembre termineranno i lavori di straordinaria ristrutturazione degli spogliatoi, delle tribune e dei sottoservizi. Si è trattato di un intervento molto impegnativo e oneroso ma necessario e fortemente atteso».

Il primo cittadino sottolinea poi i vari passaggi in merito alla creazione di una club house: «Per quanto riguarda il terzo tempo, sono consapevole della sua importanza sociale ed educativa per il mondo del rugby» continua Pajola «Insieme alla società sportiva stiamo lavorando per trovare le soluzioni e le risorse per garantire in futuro il terzo tempo, ma è importante ricercare i giusti percorsi normativi nel rispetto della sicurezza, anche questa valore imprescindibile per bambini, famiglie ed atleti».

Il primo cittadino inoltre vorrebbe parlare direttamente ai ragazzi: «Sarei molto felice di incontrare di persona i bambini e le loro famiglie per rappresentare e spiegare nei giusti modi la situazione».

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