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Trappole anti cinghiali distrutte sui Colli: guerra Provincia-animalisti

Nella notte slogan di protesta e danneggiamenti contro la caccia agli animali che distruggono i raccolti. Gottardo: «Qui i contadini piangono perché perdono tutto il loro raccolto»

Nicola Cesaro
2 minuti di lettura
Una delle trappole per cinghiali distrutte 

I 100%animalisti affiggono degli striscioni contro la politica anti-cinghiali della Provincia. La Provincia, a sua volta, risponde accusando l’associazione animalista di aver danneggiato quattro chiusini disseminati in zona per catturare gli animali infestanti. Ma in tutto questo c’è un piccolo mistero: «Gli striscioni sono nostri, ma i chiusini non li abbiamo distrutti noi», ribattono infatti i 100%animalisti.

La premessa è necessaria per capire il contesto della diatriba. Da ormai qualche anno a Ospedaletto Euganeo, nell’area a protezione speciale Le Vallette, prolifera una nutrita “comunità” di cinghiali.

Prima qualche esemplare, poi ben più d’uno, usciti molto probabilmente dall’area del Parco Colli – ormai loro habitat ideale – alla ricerca di cibo e acqua. Lo sanno bene gli agricoltori della zona, costretti a subire importanti danni alle loro colture dalle scorribande degli ungulati.

Anche su sollecitazione delle associazioni agricole di categoria, la Provincia – che danni censiva questa popolazione – ha deciso di intervenire drasticamente procedendo a una campagna di abbattimenti mirati nell’area tra Este e Ospedaletto Euganeo. Il progetto prevede l’installazione di una decina di altane da cui abbattere gli animali e di un importante perimetro di rete elettrificata.

L’altra notte è arrivata la risposta dei 100%animalisti, che hanno affisso nella zona Le Vallette degli striscioni contro cacciatori, selecontrollori e Provincia. Scene già viste e riviste nel confinante Parco Colli.

«In tempo di crisi, la Provincia riesce a trovare 25 mila euro per lo sterminio dei cinghiali» denuncia l’associazione «Le altane saranno piazzate nei punti dove gli animali sono soliti passare. Così, ancora una volta con uccisioni di massa, pensano di risolvere il “problema” dei cinghiali (introdotti dai cacciatori), anziché cercare una forma di convivenza con le altre specie: convivenza che sarebbe possibile, partendo da un principio di rispetto: ma la lobby dei cacciatori detta legge». Hanno inoltre annunciato la volontà di agire come in altre zone d’Italia, ad esempio nel Parco della Pineta tra Como e Varese: lì non si contano le altane demolite dagli animalisti.

La polizia provinciale, oltre a trovare gli striscioni di protesta, ha però scoperto ben altro: quattro chiusini, i sistemi di cattura posizionati per attirare e bloccare (e poi abbattere) i cinghiali, sono stati resi inefficienti: qualcuno ha tagliato con precisione la rete di contenimento della struttura e divelto le guide della porta a scatto che si aziona automaticamente in caso di cattura.

Altri componenti sono stati sparpagliati sulla campagna ed altri immersi nel fossato perimetrale dell'oasi.

Secondo Vincenzo Gottardo, vicepresidente della Provincia e delegato all’Agricoltura, «il messaggio dello striscione può essere collegato agli atti di sabotaggio. Dispiacciono atti così deprorevoli. Sono un difensore della salute e del benessere degli animali da sempre, ma anche l'agricoltura non può essere abbandonata ai disastri che i cinghiali producono. Ho visto contadini disperati, piangere perché hanno perso l'intero raccolto e nessuno da risposte».

In vista dell’avvio del progetto per il contenimento dei cinghiali in zona Le Vallette, Gottardo si dice «molto preoccupato viste le premesse». La Provincia sporgerà denuncia, ma i 100%animalisti ribattono: «Non siamo stati noi. Lo avessimo fatto, lo avremmo rivendicato orgogliosamente. La certezza è che quando arriveranno le altane, e le demoliremo una ad una, non ci faremo problemi ad attribuire all’azione la nostra sigla».

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