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Una nuova chiesa per gli ortodossi a Ospedaletto Euganeo. Sarà il riferimento per tutta la Bassa

Il 15 ottobre verrà posata la prima pietra in via Filippi. È la seconda costruita ex novo nel territorio padovano

Nicola Cesaro
2 minuti di lettura

Alla Pasqua ortodossa del 2023, chissà, forse in paese suoneranno due campane in più. Sono quelle della nuova chiesa ortodossa di Ospedaletto Euganeo, il cui cantiere partirà ufficialmente il prossimo 15 ottobre.

A richiederla, e a realizzarla, è e sarà la comunità ortodossa che vive nella Bassa padovana, che negli ultimi anni ha visto un’importante crescita nel numero dei fedeli. Il nuovo edificio di culto sorgerà in via Filippi, occuperà un’area di 3.300 metri quadri (254 quelli coperti) e richiederà un investimento di almeno 200 mila euro.

COMUNITA’ CHE CRESCE

A farsene carico sarà la Parrocchia ortodossa romena dei Santi Eppiteto e Astione Martiri, che ha sede a Ca’ Oddo di Monselice. «La nostra parrocchia è stata fondata cinque anni fa», racconta padre Alexandru Anitei, 30 anni, guida della comunità locale. «Allora eravamo molto pochi, appena 5-6, e per questo abbiamo deciso di condividere la chiesa cattolica di Ca’ Oddo per le nostre celebrazioni». I fedeli ortodossi sono tuttavia cresciuti: oggi sono più di 50, perlopiù moldavi e rumeni (ma non senza italiani convertiti), stabilmente residenti e integrati nella Bassa padovana.

«Le esigenze sono diventate più importanti, ma soprattutto avevamo bisogno di un luogo baricentrico per tutti gli ortodossi della Bassa: abbiamo fedeli che arrivano da Noventa Vicentina come da Conselve».

AMMINISTRAZIONE SENSIBILE

Padre Alexandru ha “sondato” alcuni spazi, arrivando fino a Ospedaletto Euganeo: «Ho trovato un’amministrazione comunale aperta e sensibile, ne è nato un dialogo che ha portato a progettare la nostra nuova chiesa e, ormai, anche alla posa della prima pietra». Il permesso a costruire del Comune è dello scorso 12 settembre, l’avvio del cantiere invece è fissato per il 15 ottobre alle 16.

Sarà presente anche Atanasie di Bogdania, vescovo vicario della Diocesi ortodossa romena d’Italia. «Penso che questo edificio sia una risposta importante in un periodo in cui i venti di guerra sembrano aver spazzato via tanti valori, non ultimi quelli religiosi», commenta il sindaco Giacomo Scapin. «Le comunità che si incontrano sono un messaggio di pace e unione. E poi l’assenso del Comune è anche un riconoscimento alle comunità di rumeni e moldavi che si sono perfettamente ingrate, ormai da anni, nel nostro territorio».

IL PROGETTO

Venendo al progetto vero e proprio, la nuova chiesa ortodossa prevede una superficie coperta di 254 metri quadri, 10 metri di altezza, 250 metri quadri di parcheggi (una ventina i posti auto disegnati), 2.300 di verde. La chiesa avrà un’unica navata e sarà, come vuole la tradizione ortodossa, con una pianta a croce in cui i tre “rami” minori avranno una conformazione a semicerchio. Potrà ospitare fino a 99 persone.

La copertura sarà realizzata con capriate in legno, e in legno sarà pure il campanile esterno, su cui troveranno alloggio due campane. «Suoneranno solo la domenica mattina per pochi tocchi in occasione delle ricorrenze religiose importanti», si legge nel progetto.

La nuova chiesa di Ospedaletto Euganeo è una delle poche interamente dedicate al culto ortodosso nel Padovano, dopo sono organizzate undici parrocchie. La più nota è quella di San Gregorio in via Vigonovese (il 16 ottobre celebrerà i 25 anni di intitolazione). Quella della Bassa padovana sarà una delle due costruite ex novo per il culto, oltre a quella di Abano Terme in via dei Colli Euganei realizzata nel 2017. Le altre chiese ortodosse rumene – tra Loreggia, Limena, Mestrino e la stessa di Padova – sono ospitate in ex chiese cattoliche o in ambienti in precedenza del tutto estranei al culto.

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