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Uno spazio per giovani nell’ex sala da biliardo a Monselice. «No all’alienazione»

La giunta vuole mettere in vendita la struttura di via Squero. La proposta dell’opposizione. Parolo: «Disponibili a valutare»

Giada Zandonà
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Il Comune di Monselice è proprietario di una sala di oltre 350 metri quadrati che vorrebbe far rientrare nel piano delle alienazioni, in consiglio comunale arriva però la proposta di destinarlo ai giovani per realizzare uno spazio di aggregazione sociale autogestito. Si tratta della sala da biliardo “Planet Games” del centro direzionale Le Torri di via Squero, chiusa dal 2020, con una convenzione scaduta e con un affitto non pagato da due anni.

Nella cittadina murata mancano da sempre spazi di aggregazione e la movida dei locali, che diventa spesso causa di contrasti, è uno dei pochi “luoghi” di svago per i giovani. Per rispondere alle esigenze di questa fascia della popolazione e per cercare di dare risposte ai disagi sociali, il consigliere comunale Francesco Miazzi ha avanzato una proposta.

«La sala, invece che essere alienata, potrebbe ospitare diverse iniziative come laboratori, sale musica, attività ludiche, aule studio e molto altro», spiega Miazzi, che chiede all’amministrazione di aprire un confronto con i giovani e con le associazioni. «Sarebbe opportuno promuovere una consulta che abbia la possibilità di formulare idee e progetti, con la possibilità dell’autogestione dell’immobile. L’amministrazione non può affrontare le problematiche giovanili semplicemente reprimendo la movida o con telecamere e pattuglie in ogni angolo della città». Secondo il consigliere questa scelta potrebbe aiutare a diminuire il degrado e ridare vita a tutta l’area.

«Possiamo rendere i giovani protagonisti delle scelte e del futuro. Non sprechiamo quest’occasione, usiamola per i nostri ragazzi investendoli nella discussione e nella gestione, dimostrando loro fiducia e attenzione», conclude il consigliere Miazzi.

La proposta è stata accolta con favore dall’assessore Andrea Parolo. «Discuteremo dell’idea proposta, era uno dei temi a cui avevamo pensato in fase di decisione di alienazione, come anche quello di trasformarlo in una sala per convegni, dato che la città da questo punto di vista è carente», conclude Parolo.

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