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Clienti pericolosi e pregiudicati. La polizia chiude l’hotel “Il noce”

Uno stop di dieci giorni deciso dal questore dopo le segnalazioni ricevute e i controlli che hanno rivelato “strane frequentazioni”

g.b.
1 minuto di lettura

L’albergo “Il Noce” di via Campolongo, la strada che collega la statale Adriatica al centro di Due Carrare, a seguito di alcuni controlli da parte delle forze dell’ordine è stato ritenuto un luogo di ritrovo per persone pericolose con precedenti di polizia. Soggetti gravati da reati contro la persona e il patrimonio.

È questa la motivazione che ha portato alla sospensione per 10 giorni della licenza per l’esercizio di attività ricettiva nei confronti della titolare, una 71enne italiana, decisa dalla Questura di Padova. Il provvedimento, scattato dopo alcuni controlli e adottato ai sensi del Testo unico di pubblica sicurezza, mira ad impedire che il locale continui ad esercitare un’attività che gli inquirenti ritengono «pericolosa per la sicurezza pubblica».

Nel corso di un controllo effettuato dagli investigatori delle Squadre Mobili di Pordenone e Padova il 10 settembre scorso, sono state messe in stato di fermo tre persone straniere responsabili di reati contro il patrimonio, che erano presenti nell’hotel: per loro la titolare non aveva provveduto all’inserimento dei nominativi nel portale della Questura di Padova, come prevede la legge.

Una omissione che è costata alla responsabile dell’albergo “Il Noce” una denuncia all’autorità giudiziaria. In un successivo controllo, inoltre, sono emerse anche violazioni amministrative in tema di igiene relative al servizio di ristorazione. Il Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Usl 6 ha provveduto a disporre l’immediata sospensione dell’attività di preparazione e somministrazione di alimenti e bevande.

Nel corso dello stesso controllo sono state identificate 6 persone ospiti della struttura, delle quali 3 sono risultate con precedenti di polizia. Come evidenziano gli inquirenti, «l’albergo sarebbe probabilmente conosciuto anche come un luogo di ritrovo di persone che vogliono alloggiare nella provincia, lontano dai centri urbani, senza essere identificate o registrate». 

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