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Un fucile con matricola abrasa nel capannone del pellet: denunciato agricoltore dell’Alta

I finanzieri di Cittadella hanno rinvenuto anche 500 munizioni e materiale per il confezionamento delle cartucce: il proprietario non aveva il porto d’armi

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Nei giorni scorsi, nell’ambito del monitoraggio del commercio illecito di pellet di provenienza estera, settore commerciale attualmente esposto a significativi aumenti di prezzo, i finanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno eseguito un accesso ispettivo presso un’azienda agricola nell’Alta padovana, insospettiti dalla presenza di un autoarticolato con targa straniera dal quale venivano scaricati numerosi bancali di prodotto, allo scopo di appurarne la regolarità sotto il profilo fiscale e della tutela dei brevetti, marchi e altri diritti di privativa industriale.

Nel corso dell’ispezione di un capannone aziendale, utilizzato per lo stoccaggio di materiale agricolo e del pellet, i militari della Compagnia di Cittadella hanno rinvenuto, tra le altre cose, diverse munizioni da caccia calibro 36. Le successive operazioni di perquisizione della abitazione privata del titolare dell’azienda agricola controllata hanno consentito di sottoporre a sequestro un fucile da caccia calibro 36 con matricola abrasa, munito di silenziatore artigianale, più di 500 munizioni da caccia di vari calibri (12, 20, 24 e 36) e diverso materiale per il confezionamento delle cartucce (inneschi, bossoli, polvere da sparo e arnesi vari).

Il titolare dell’azienda agricola, che non è stato in grado di esibire la licenza di porto d’armi né la prescritta comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Padova per ricettazione e per detenzione abusiva di armi e munizioni, fermo restando che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza dell’interessato in relazione alla vicenda in esame sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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