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Un coro di no al raddoppio dell’allevamento di suini a Carmignano di Brenta

Una valanga di osservazioni in Provincia contro il progetto della ditta Paganini. Sono state presentate da Comune, gruppi consiliari e comitati ambientalisti

Paola Pilotto
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

L’allevamento Paganini a Carmignano di Brenta

 

Pagine di osservazioni al nuovo progetto di ampliamento delle stalle di maiali della ditta Paganini Antonio, che da decenni offre un maleodorante biglietto da visita a chi arriva a Carmignano, oltre che a rendere impossibile la vita ai residenti.

Sono state presentate entro la scadenza dell’8 settembre da Comune, associazioni e comitati affinché la Provincia, che dovrà emettere l’autorizzazione, possa prendere atto delle questioni che affliggono il paese. Hanno puntualmente scritto il comune di Carmignano, entrambi i gruppi di minoranza, Insieme per Carmignano e Sì Carmignano, il Comitato Dignità e Salute per Carmignano ed il Circolo locale di Legambiente. Tutti chiedono il rispetto rigoroso della normativa per l’abbattimento delle emissioni odorigene, oltre a formulare una serie di osservazioni tecniche.

Viene contestato anche il fatto che il progetto parli continuamente del trasferimento del sito a Nord della Postumia, che da oltre un anno è chiuso e quindi non alleva animali. È attivo solo quello a Sud, in via Colombare per il quale l’azienda ha chiesto alla provincia l’autorizzazione al «trasferimento per adeguamento tecnologico».

Ma appunto non essendoci maiali al Nord, cosa si dovrebbe trasferire? Trasferimento peraltro non consentito dal Prg, che anzi per la zona D2, dove si trovano le stalle dismesse al Nord, prevede solo la demolizione. Il sindaco Eric Pasqualon ha inviato alla Provincia due relazioni predisposte dallo studio legale Greggio e dall’agronomo Andrea Allibardi dove si chiede che vengano rispettate le regole per abbattere i cattivi odori: «Non siamo contro l’allevamento, ma chiediamo precise garanzie sulle stalle, sulle vasche e sullo spargimento liquami».

Anche il comitato presieduto da Giulio Bozzato, chiede garanzie chiare, sottolineando che «da maggio la situazione odorigena è peggiorata, nonostante sia chiuso il sito a Nord». Lo hanno constatato non solo i residenti, ma anche il clienti del Supermercato Conad, lungo la Postumia, che per far la spesa devono tapparsi bene il naso. «Nel Comune da molti anni» ha incalzato Paolo Rigon di Legambiente «ci sono sei allevamenti suinicoli con 20.000 suini, quasi 3 suini per abitante in un territorio di 15 km quadrati, circa 1.300 suini per kmq, un numero eccezionale. Si tratta di un allevamento “ubicato in prossimità di recettori sensibili” e in quanto tale, sulla base delle sentenze, non sanabile. Ci libereremo una volta per tutte dalla puzza?»

«Visto che non si può parlare di trasferimento» aggiunge il consigliere Felice Cervellin (Insieme per Carmignano) «il progetto è in contrasto con le norme del Prg comunale che non ammettono ampliamenti degli allevamenti esistenti».

Infine, Raffaella Grando e i colleghi di Sì Carmignano chiedono anche «di poter istituire un tavolo tecnico, anche con i residenti interessati, dove si potranno analizzare tutte le problematiche emergenti dal nuovo sito produttivo». Ora la parola passa alla Provincia, che dovrà decidere tenendo conto di tutte le osservazioni pervenute.

Problemi di puzza di maiali anche a Piazzola sul Brenta, in via Fatima, dove i residenti quest’estate sono dovuti star blindati in casa per l’odore insopportabile. La settimana scorsa Massimo La Barbera, a nome dei residenti, ha scritto al sindaco per chiedere di intervenire a tutela degli abitanti esausti dalla situazione. «La situazione è peggiorata» affermano «e dobbiamo accendere i condizionatori perché è impossibile aprire una finestra. Il disagio è notevole. Chiediamo che si faccia qualcosa». —

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