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Il Cantiere delle donne presenta a Padova “Fate le brave”

Otto incontri con donne per donne, da ottobre a maggio, in collaborazione con l’Ordine degli psicologi del Veneto

Aggiornato alle 4 minuti di lettura

Parte il 6 ottobre il progetto di educazione finanziaria realizzato da Il Cantiere delle Donne e dall’Ordine degli psicologi del Veneto. 

Otto appuntamenti gratuiti, da ottobre 2022 a maggio 2023, tenuti da donne, 19 e dedicati alle donne con l’eccezione di un relatore uomo. L’orario è quello dell’aperitivo, dalle 18.30 alle 20.15, alla Fornace Carotta di via Siracusa.

Ogni incontro tratterà un tema specifico: Violenza sulle donne: chi, come e perché? Come l’educazione finanziaria porta alla libertà. Come imparare a risparmiare e a proteggersi. Come avviare una propria attività. Come proteggere il patrimonio dalle aggressioni di terzi. Il sovraindebitamento. Il passaggio generazionale. Come tutelare il proprio domani, la previdenza integrativa. 

«Fate le brave», il nome del progetto, che gioca sul passaggio da italiano a inglese, lingua in cui brave significa coraggiose.

Si parte dal neologismo «Fingap», che si riferisce alla pratica, tanto radicata nel tempo quanto ingiusta, della differenza di paga e, in generale, di trattamento economico, fra donne e uomini. Stesso lavoro, stessa posizione, paghe diverse.
«Rete, volontariato, professionalità, donne e la volontà ferma di andare a togliere il velo alla violenza economica», spiega Micaela Faggiani, presidentessa de Il Cantiere. «Il progetto è costruito dal basso, per parlare in particolare a tante altre donne, che magari con la finanza e i soldi non vorrebbero avere a che fare o non è loro permesso.

Fate le brave è tutto questo, a partire dal titolo. E, come presidentessa dell'associazione che rappresento, ne sono molto orgogliosa, in quanto rappresenta a pieno lo spirito e l'anima del Cantiere delle donne, che dalla pandemia continua a tessere relazioni e a lavorare per l'empowerment femminile con la sua rivoluzione gentile».

Non avere un reddito proprio è uno dei fattori che può contribuire al sorgere e al persistere di una situazione di violenza.

«Questo progetto vuole promuovere la cultura contro la violenza di genere ponendo in particolar modo l'attenzione sulla violenza economica»,  commenta Federica Sandi, segretaria e consigliera dell’Ordine degli psicologi del Veneto, «di cui non si parla spesso ma che ha una ricaduta importante sulla libertà delle donne e sul loro benessere psicologico.  

La forza e il potenziale di “Fate le Brave” sta nell’essere pensato e realizzato da una rete di portatori di interesse molto differenti tra loro, ma legati da un'esperienza diretta con la violenza di genere.

Il sostegno che questa rete sta ottenendo aiuterà ad intravedere una possibilità di uscita dalla solitudine che la violenza comporta. Per le donne che non vivono una situazione di violenza sarà l'occasione importante per aumentare le proprie competenze e la consapevolezza di cosa sia la violenza di genere economica».

Perché parlare di denaro non è un “peccato”, anzi,  come spiega Roberta Sgreva, consulente finanziario e coordinatrice del progetto Fate le Brave: «Assicurare la stabilità e la solidità finanziaria ad una persona, ad una famiglia, ad un’azienda significa innanzitutto metterla al riparo dai rischi: il rischio di lunga vita e quindi di non riuscire a sopravvivere con i propri risparmi, di non avere una pensione integrativa, di non essere coperto in caso di infortunio o di non avere autonomia di compiere una scelta.

Nel mio lavoro mi sono rapportata soprattutto con uomini, le poche donne con cui interagisco è perché sono divorziate o vedove che spesso delegano ad altri la gestione delle proprie finanze».

L’iniziativa, in quanto trasversale, si struttura in focus tematici che ricoprono i principali aspetti della gestione economica personale, lavorativa e familiare delle donne ed è rivolta alle donne che vogliono conoscere i loro diritti, rafforzare le loro conoscenze e confrontare le loro esperienze con quelle di altre donne di diversa estrazione sociale e professioni.

Recenti indagini hanno confermato che, in Italia, l’educazione in materia economico-finanziaria delle donne è inferiore rispetto a quella degli uomini.

Secondo il rapporto Women in financial services 2020 redatto dalla società di consulenza Oliver Wyman, le donne impegnate nella finanza ricoprono nei comitati esecutivi circa il 20%, e nei consigli di amministrazione il 23%. Eppure, secondo la stessa ricerca una maggiore presenza di donne nei ruoli esecutivi in finanza è in grado di generare un’opportunità di maggiori ricavi per 700 miliardi di dollari, grazie al migliore servizio offerto alle donne clienti.

Tuttavia, sul mercato del lavoro il tasso occupazionale dei laureati è largamente a vantaggio degli uomini (ante Covid, a 5 anni dalla laurea hanno stabile occupazione circa l’85% delle donne e il 92% degli uomini. In presenza di figli il divario si aggrava notevolmente. In termini retributivi gli uomini guadagnano in media il 29% in più delle donne.

Il Covid ha avuto un’ingerenza nefasta su questi dati allargando le differenze occupazionali e retributive in modo pesantissimo. La discrepanza di genere potrebbe essere colmata, secondo i calcoli, in 257 anni.

Oltre la violenza fisica perpetrata a danno delle donne c’è anche la violenza economica nascosta è subdola ma distruttiva. La libertà della donna passa dalla sua irrinunciabile indipendenza economica. 

«Oltre la violenza fisica perpetrata a danno delle donne c’è anche la violenza economica nascosta è subdola ma distruttiva», commenta Loredana Zanella, presidente Commissione pari opportunità-regione del Veneto. «La libertà della donna passa dalla sua irrinunciabile indipendenza economica. La commissione pari opportunità regionale sta lavorando per creare la rete delle pari opportunità delle province del Veneto per dialogare con le realtà del territorio e la violenza economica sarà sicuramente un tema che affronteremo».

Alla presentazione del Cantiere delle Donne intervenuto anche il consigliere provinciale Vincenzo Gottardo: «Permettetemi innanzitutto un plauso a “Il Cantiere delle Donne”», ha detto, «perché porta già nel nome l’indicazione di un luogo di costruzione di edifici, ponti, strade. Ed è proprio lo specchio di quanto questa associazione, in collaborazione con altre prestigiose realtà, ha la volontà di realizzare.

Gli incontri proposti in questo ciclo di conferenze sapranno valorizzare il ruolo delle donne nella società, nella famiglia, nella politica e in generale in tutti gli ambiti della vita economica, di aggregazione pubblica e professionale, scientifica e tecnica».

«L'iniziativa fate le brave è particolarmente interessante e utile in questo momento storico», afferma  l'assessora alle politiche di genere e alle pari opportunità del Comune, Margherita Colonnello, «Non si tratta semplicemente di sostenere le donne nel proprio percorso di autonomia finanziaria, ma anche di favorire un contesto sociale di maggior consapevolezza degli strumenti economici. Un contesto sociale, dunque, maggiormente sostenibile».

Anche Aspiag Service-Despar ha scelto di aderire a questo importante ciclo di appuntamenti in continuità con i progetti aziendali di responsabilità sociale che da anni  il gruppo porta avanti in favore dell’universo femminile.

Infine la Camera di Commercio  è sensibile e attenta al tema della violenza di genere:  «Lo stesso Comitato per l'Imprenditoria Femminile, ripristinato nel 2020», spiega Elena Morello, presidente Comitato Imprenditoria Femminile - Camera di Commercio, «è esempio concreto della volontà dell'ente di veicolare bandi e opportunità che incoraggiano le donne a mettersi in gioco, valorizzandone le idee imprenditoriali e accompagnandole nella loro volontà di fare rete».

Il progetto è patrocinato da: regione del Veneto, Comune di Padova, Provincia di Padova, Camera di Commercio di Padova, Ordine dei Giornalisti del Veneto, Ordine dei Dottori Commercialisti di Padova, Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto, Rete Triveneta del CPO presso gli Ordini degli Avvocati, Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati.

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