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Monselice, appello Cgil per l’ospedale di Schiavonia: «Manca personale medico e sanitario»

Il sindacato: «Grave carenza d’organico, siamo in piena emergenza»

Giada Zandonà
1 minuto di lettura

L'ospedale di Schiavonia (Foto Zangirolami)

 

«Siamo in una situazione di emergenza, a Monselice c’è una grande carenza di organico tra i dirigenti medici e sanitari, in particolare nei reparti Otorinolaringoiatra degli ospedali di Schiavonia e Piove di Sacco» queste le parole con cui si è aperto l’incontro organizzato da Fp Cgil Padova giovedì 15 settembre davanti l’ospedale Madre Teresa.

Lo scorso marzo i delegati sindacali hanno segnalato all’Usl la carenza di organico, chiedendo con urgenza che venissero inseriti nel reparto di otorinolaringoiatra il personale in graduatoria: «Abbiamo un buon dialogo con l’azienda ospedaliera che ad ottobre farà subentrare due nuovi medici, in sostituzione del primario di otorinolaringoiatra che ha cambiato sede e di una maternità, ma questi numeri non sono sufficienti a rispondere alle necessità del polo ospedaliero» spiega Alessandra Stivali, segretaria generale Fp Cgil Padova.

«La situazione è simile anche per gli audiometristi: «Al momento c’è un solo medico che dovrebbe coprire anche le sedi periferiche». Una situazione che non è certo nuova nell’ospedale della Bassa padovana, utilizzato da un bacino di oltre 180mila utenti. Dopo essere diventato Hub-Covid la struttura è stata abbandonata da molti medici ed infermieri che si sono diretti verso la sanità privata o verso altri poli ospedalieri.

Dopo due anni in cui l’ospedale ha funzionato a regime ridotto a causa dei reparti dedicati al Covid, la struttura ad oggi registra una carenza di organico che sta mettendo in difficoltà il personale medico.

«Stiamo affrontando dall’inizio dell’anno una situazione complessa che ci mette in difficoltà» spiega Giovanni Campolieti, segretario delegato FP Cgil Medici «L’unità operativa di otorinolaringoiatra è molto importante e complessa, i due ospedali lavorano in sinergia ma vedono ad oggi una situazione di difficoltà per le sostituzioni. Abbiamo richiesto all’Usl 6 di affrontare le due sostituzioni e ad ottobre dovrebbero arrivare due nuovi medici. Si sono attivati, ma il problema c’è da molti mesi e siamo preoccupati di come potremo gestire i reparti con queste carenze».

La Cgil ha proposto all’Usl 6 di attivare una convenzione specifica con l’azienda ospedaliera di Padova: «Ci hanno risposto che hanno comunicato la richiesta di una convenzione per far fronte alle carenze, ma ad oggi non abbiamo alcuna risposta. Sappiamo che questo è un problema strutturale di tutte le Usl, però la questione prosegue da molti mesi senza alcun risvolto» conclude Campolieti.

«C’è un numero importante di medici che si orientano nel privato, questo determina un problema di carenza di servizi per i cittadini e di difficoltà di lavoro» conclude la segretaria Stivali «Bisogna intervenire velocemente con risposte celeri e soluzioni strategiche che si mantengano nel tempo». 

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