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Gin Fiore, il nuovo drink padovano a “pianerottolo zero”. Ecco com’è

Tre amici e condomini di Selvazzano hanno ideato la bevanda che ha già ottenuto la certificazione del Consorzio di tutela vini dei Colli Euganei

cristina salvato
1 minuto di lettura

Gin Fiore, un gin tutto padovano a base di Fior d’Arancio Colli Euganei Docg. Un prodotto nato dall’idea di tre amici, che sono oltretutto vicini di casa e che nella vita in realtà fanno tutt’altro. Ma il loro Gin Fiore, aromatico e certificato dal Consorzio volontario per la tutela dei vini Colli Euganei, ha già riscosso un tale successo che la prima produzione di 500 bottiglie è andata a ruba in nemmeno due mesi, tanto da far interessare anche i fratelli Alajmo del prestigioso ristorante Le Calandre.

I tre amici, produttori di questo nuovo gin a chilometro zero, o se si può dire a “pianerottolo zero”, sono Francesco Trevisan, titolare dell’agriturismo La Primizia di Selvazzano, Filippo Tanganelli, direttore commerciale di una multinazionale, e Daniele Piovan, che si occupa della parte commerciale della Piovan Service, l’azienda di famiglia.

«Svolgiamo tutti un’altra attività» raccontano i tre amici «ma ad unirci, oltre alla vicinanza di appartamento e l’amicizia, è la passione per le birre. Infatti eravamo partiti con il voler produrre una birra e siamo finiti invece a realizzare un gin, il Gin Fiore, che raccoglie tutta la bellezza e la natura dei nostri amatissimi Colli Euganei, esaltando le botaniche del nostro territorio e, per di più, il primo gin al moscato Fior d’Arancio Colli Euganei Docg». Perché se le cose vanno fatte, vanno fatte bene.

Dietro al Gin Fiore ci sono otto mesi di lavoro con la distilleria Fratelli Brunello di Montegalda, che ha messo a punto 15 ricette con diverse combinazioni e aggiustamenti, fino ad arrivare a quella attuale, che racchiude botaniche del Fior d’Arancio Colli Euganei Docg, ginepro, cardamomo, coriandolo, menta, pepe sichuan, basilico e qualche goccia di zagara, il fiore dell’arancio appunto, ripreso anche dal disegno sull’etichetta. Il moscato lo produce l’azienda di Francesco, mentre l’alcol è realizzato con cereali di filiera italiana. E grazie ai suoi sentori balsamici, aggiungendo una piccola aggiunta di angustura, si propone come un ottimo digestivo.

La prima produzione di 500 bottiglie è andata letteralmente esaurita, come sold out è stato il primo evento di presentazione, il 31 agosto scorso, dove il gin è scorso a fiumi: 200 persone, 21 bottiglie di Gin Fiore, 300 gin tonic serviti.

«È stato un successo fuori da ogni più rosea previsione» ammettono i tre amici, che si sono riuniti nella società BlancoSpirits «tutto al di sopra delle nostre aspettative». Adesso sono già al lavoro con la distilleria per arrivare a una nuova produzione entro Natale, perfezionando nel frattempo le prestigiose collaborazioni con noti locali e pensando anche, chissà mai, di lanciarsi nella produzione di un cioccolatino al gin».

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