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Padova, Sergio Giordani è il nuovo presidente della Provincia

Un risultato scontato quello ottenuto dal primo cittadino di Padova, ma che è stato formalizzato dal voto dei sindaci e degli amministratori dei 102 Comuni dell'hinterland.

Luca Preziusi
1 minuto di lettura

PADOVA. Sergio Giordani è il nuovo presidente della Provincia.

Un risultato scontato quello ottenuto dal primo cittadino di Padova, ma che è stato formalizzato dal voto di sindaci e amministratori dei 102 Comuni dell'hinterland. Sui 1376 aventi diritto al voto (102 sindaci e 1274 consiglieri) ieri hanno votato in 569, con un'affluenza che si è quindi assestata sul 41,35%.

Non essendo stato fissato un quorum però, ed essendo Giordani l'unico candidato, la sua proclamazione è diventata automatica. Quello delle urne è un dato che testimonia come solo alcuni amministratori di centrodestra non siano andati a votare, seguendo le direttive dei partiti di riferimento dettate alla vigilia.

Premessa: prima delle elezioni amministrative di giugno, centrosinistra e centrodestra avevano raggiunto l'accordo di eleggere insieme il sindaco di Padova come futuro presidente della Provincia. Chiunque fosse stato. Quelle elezioni le ha vinte Giordani, riconfermato con il 58,4% dei voti.

Un mese dopo però cade il governo Draghi e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella convoca tutti al voto il 25 settembre. L'accordo “padovano” resiste, ma in piena campagna elettorale il centrodestra fa fatica a spiegarlo ai propri elettori.

L'ala "salviniana" della Lega inizia quindi a spingere per un disegno di legge che porti all'elezione del presidente della Provincia richiamando alle urne i cittadini, mentre Fratelli d'Italia invita i suoi all’astensionismo.

Il piano non funziona. Alla fine vince la linea Giordani, quella che dialoga costantemente con la Lega di Luca Zaia. I sindaci dei grandi Comuni hanno votato e si sono anche "selfati". Scheda bianca per i consiglieri della Lega padovana, Eleonora Mosco e Ubaldo Lonardi. Assenti i consiglieri di Fratelli d'Italia e del gruppo di Francesco Peghin (tranne Mazzarolli). Si è presentato alle urne invece Manuel Bianzale del gruppo di Toti. In provincia sindaci e consiglieri di Giorgia Meloni (pochi in realtà) non si sono presentati, mentre molti leghisti hanno scelto di votare.

Il nuovo presidente della Provincia,  ora può sognare davvero  la Grande Padova: «L’obiettivo deve essere fare della Provincia una casa dei comuni dove tutti i sindaci sono protagonisti e si coordinano - commenta il neo presidente -  Dobbiamo ragionare politicamente in un'ottica di area vasta e non ognuno per il proprio campanile. Il territorio di Padova con i suoi comuni va vissuto come un unicum».

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