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Settimana corta nelle scuole di Padova, il “no” dei presidi

Trenta dirigenti a Palazzo Santo Stefano per discutere l’ipotesi di taglio delle lezioni il sabato allo scopo di risparmiare sulle bollette

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I presidi nella sede della Provincia (Agenzia Bianchi)

 

PADOVA. Un problema da risolvere, una decisione da prendere e tre giorni di tempo per dare una risposta puntuale: sì o no.

La “prova”  nella Sala Consiglio di Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia di Padova dove i presidi degli Istituti scolastici e il Provveditore agli studi Roberto Natale sono stati convocati per valutare la proposta della settimana corta (dal lunedì al venerdì) come possibile soluzione all’ingente aumento dei costi energetici.

Il consigliere provinciale con delega alla Scuola Luigi Bisato, il presidente reggente della Provincia Vincenzo Gottardo, il provveditore Roberto Natale

 

All’appello hanno risposto trenta dirigenti dei trentasei “al comando” degli Istituti presenti sul territorio di Padova, Abano Terme, Selvazzano Dentro, Camposanpiero, Cittadella, Monselice, Montagnana, Este e Piove di Sacco.

E la maggioranza ha espresso la propria contrarietà.

L’idea di raggiungere un’immediata unanimità è sembrata fin da subito utopistica. Da una parte i presidi contrari hanno sollevato profonde perplessità legate non solo ad aspetti tecnici (ad esempio la necessità di aumentare il numero di mezzi di trasporto disponibili in determinate fasce orarie), ma anche sostanziali, esprimendo la loro preoccupazione rispetto ai danni che questo provvedimento potrebbe avere sulle prestazioni di studenti e professori. Dall’altra i dirigenti favorevoli hanno fatto presente che in molte scuole questo “schema di gioco” è stato già applicato e con ottimi risultati.

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