Nuovo ospedale di Padova, al via una petizione per intitolarlo a San Leopoldo Mandic

Padre Leopoldo Mandic

Presentata dal rettore del Santuario con Bandoli e Angi. Ma in molti preferiscono uno scienziato

PADOVA. Dell’ospedale nuovo a Padova Est per ora non c’è neanche la prima pietra, ma già si discute sul nome che potrebbe avere e sul derby tra santi e scienziati che ne potrebbe nascere.

I frati di San Leopoldo, attraverso la figura del Rettore del Santuario fra Flaviano Guisella, insieme a Bruno Bandoli e Mario Angi del comitato promotore San Leopoldo Patrono dei malati di cancro, il 29 giugno hanno lanciato la raccolta firme per intitolare proprio al santo presbitero cappuccino croato il nuovo ospedale che sorgerà a San Lazzaro.

Assieme a loro un gruppo formato da una dozzina di medici pronti a sostenere la causa, ma dall’altra parte c’è tutto un mondo di primari che invece vorrebbe fosse dedicato a uno scienziato. E i nomi più gettonati sono quelli di Giovanni Battista Morgagni, Andrea Vesalio o William Harvey.

L'area su cui sorgerà il nuovo ospedale

«Questa iniziativa in realtà nasce nel 1988, quando è cominciato il percorso che poi ha portato San Leopoldo ad essere proclamato patrono dei malati di tumore – spiega fra Flaviano –. È da allora che è iniziato un tragitto che oggi ci porta qui. I motivi per cui si chiede che venga intitolato a San Leopoldo Mandic sono legati alla grande devozione popolare che c’è attorno a lui. È una figura che ha sempre riscosso affettuosa simpatia, non solo in ambiti religiosi, per la sua umanità, particolare vicinanza ed efficace intercessione per i malati e i sofferenti».

Lo stesso San Leopoldo è stato gravemente malato di cancro, e fu proprio il padre di Mario Angi all’epoca a salvargli la vita.

 «Era il 1942, e il frate aveva avuto un’emorragia – racconta il medico – e mio padre intervenne perché c’era bisogno di una trasfusione. I frati chiesero di lasciarlo morire, ma mio padre riuscì a ottenere i permessi necessari per fare la trasfusione. Il frate si riprese, benedì mio padre e mia madre, prevedendo che avrebbero passato un periodo di separazione e poi avrebbero avuto tre figli. Mio padre infatti partì per la guerra. Io sono il terzo dei figli. La mia devozione nasce da qui. Intitolare il nuovo ospedale a San Leopoldo per noi sarebbe un onore».

Tra i medici e professori che hanno firmato ci sono Raffaele De Caro, Matteo Bevilacqua, Giampiero Avruscio, Firmino Rubaltelli, Franco Pattaro e Leonardo Punzi.

Ad Angi, sarebbe arrivata anche la disponibilità di Domenico Crisarà, presidente dell’Ordine dei Medici. Ma quel mondo è formato da migliaia di persone, e decine di queste hanno il potere di spostare gli equilibri, tant’è che al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Giuseppe Dal Ben sarebbero già arrivate molte telefonate per chiedere di dare spazio agli scienziati.

C’è anche l’Università che, insieme all’azienda ha seguito passo passo l’iter per la contrattazione insieme a Comune e Regione.

A farlo in prima persona è stato l’ex rettore Rosario Rizzuto, docente di Patologia Generale: «Anch’io credo che Morgagni Vesalio o Harvey siano simbolo della Scuola Medica padovana. Morgagni simboleggia lo studio e la comprensione delle malattie e appare forse il più adatto».

Intanto all’esterno del cantiere di San Lazzaro sono stati affissi i cartelloni che raccontano la storia dell’ospedale e della sanità padovana.

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