Anguillara, all’asta la villa Arca del Santo: la base crolla a mezzo milione

Da 2,4 milioni a 490 mila euro l’offerta minima: c’è tempo fino al 19 luglio Nei secoli il complesso di 771 metri quadri ha ospitato anche papi e cardinali

ANGUILLARA VENETA. Finisce nuovamente all’asta la seicentesca villa Arca del Santo, insieme all’oratorio di Sant’Antonio. In realtà lo storico edificio è in vendita da quasi vent’anni: per oltre tre secoli è stato il simbolo del potere temporale della Basilica di Sant’Antonio di Padova, che attraverso la Veneranda Arca del Santo amministrava migliaia di campi ad Anguillara.

Stavolta però il prezzo a base d’asta è sceso notevolmente rispetto ai due milioni e 400 mila euro fissati nel 2005. Ora il prezzo a base d’asta è di 490 mila euro, con rialzi minimi di 5 mila euro. Le offerte potranno essere inviate fino al 19 luglio e il giorno successivo è fissata l’asta: l’apertura delle buste avverrà alle 16 davanti al liquidatore, il dottor Alessandro Baracco, presso il suo studio, a Padova in piazza Salvemini 13 (c/o Studio Terrin e Associati 8° piano).

A questo prezzo non è escluso che la villa possa risvegliare qualche interesse anche se il probabile acquirente dovrà mettere mano al portafoglio per i necessari lavori di ristrutturazione all’intero edificio. Il prezzo, fissato con una nuova perizia, è sceso non solo perché sono passati molti anni ma anche perché da allora è venuta a mancare la manutenzione.

Poco più di una decina d’anni fa il Comune invece si è fatto carico della ristrutturazione dell’oratorio di Sant’Antonio, conquistando così il diritto di cessione gratuita dell’edificio da parte di un futuro proprietario.

La villa Arca del Santo, costruita dopo la metà del Seicento, ha una superficie di 771 metri quadrati, disposti su due piani. C’è poi una abitazione rurale da 568 metri quadrati, ristrutturata circa un secolo fa. A fare da raccordo tra i due edifici la sala polivalente da 124 metri quadrati, ristrutturata una trentina d’anni fa. La villa è stata fino a metà del secolo scorso sede dalla Veneranda Arca del Santo che fin dal 1405 gestiva la proprietà della gastralgia di Anguillara, con 3.400 campi padovani. Per coltivare un terreno in affitto i contadini del posto dovevano presentare una “supplica” all’Arca del Santo che decideva su ogni singola istanza.

Nei secoli la villa ha ospitato anche papi e cardinali, finché il secolo scorso, è passata di mano. Nel 1994 l’intero complesso venne venduto per 1,8 miliardi di lire dai proprietari di allora, i fratelli Luigino ed Emilio Domenico Balzarini, due facoltosi commercianti bresciani, a don Francesco Zerbetto che agiva su incarico del Centro Padovano di Accoglienza. Il contributo ministeriale che servì a pagare l’acquisto stabiliva che per dieci anni la villa avrebbe dovuto ospitare un centro di accoglienza per tossicodipendenti ma così non fu e l’edificio finì all’asta.

Il Comune di Anguillara, che attualmente può usare la villa per 100 giorni l’anno in virtù di un accordo con il curatore, potrebbe esercitare il diritto di prelazione se vi fosse un eventuale acquirente ma il prezzo è ancora impegnativo. «È un pezzo di storia del nostro paese» sottolinea il sindaco Alessandra Buoso «ma sarebbe oneroso, oltre all’acquisto, anche l’impegno da sostenere per i lavori di manutenzione. All’occasione, insieme a tutti i miei consiglieri, valuteremo il da farsi». Se l’asta andrà deserta allora il prezzo potrebbe scendere ancora. Nicola Stievano

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