A Padova ci sono 18 mila assistiti senza medico di medicina generale

Il presidente dell'Ordine dei Medici e segretario Fimmg di Padova Domenico Crisarà

Crisarà (Fimmg): «Siamo solo all’inizio dei pensionamenti: i numeri cresceranno ancora. Va ripensata l’organizzazione territoriale» 

PADOVA. Un anno fa le persone senza medico di medicina generale nel Padovano erano 7 mila. Oggi sono 18 mila.  Il dato è aggiornato al 31 maggio, «all’inizio della curva dei pensionamenti» dice il presidente dell’Ordine dei medici, nonché segretario provinciale della Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale «è un disastro annunciato che sta prendendo sempre più corpo» sostiene. «In Veneto ci sono circa 3.100 medici di famiglia: entro il 2026 i pensionati saranno oltre un migliaio. Un terzo» prosegue «questo a fronte di un ricambio di 350 medici in tre anni: a quel punto ci sarà poco meno di un milione di veneti senza assistenza. In questa situazione, l’aumento del massimale a1800 pazienti per medico e la possibilità dei medici in formazione di arrivare fino a mille assistiti sono più dichiarazioni d’intenti che vere soluzioni, questo perché perché buona parte dei medici strutturati è già molto vicina a quella soglia mentre, una volta finita la formazione, i nuovi medici saranno già sostanzialmente sistemati con i loro pazienti senza poterne accogliere molti altri».

La carenza di medici colpisce soprattutto aree rurali, montane e disperse in cui c’è maggiore necessità di assistenza di prossimità: «A Teolo sono coperti grazie all’impegno volontario del dottor Bellon» prosegue Crisarà «ma cosa succederebbe se perdessero anche lui?».

Lunedì il dottor Crisarà ha incontrato la conferenza dei sindaci per provare a trovare una soluzione tampone: «Ormai bisogna pensare di cambiare l’organizzazione territoriale» prosegue il segretario della Fimmg «favorendo l’aggregazione dei medici e liberando il tempo di quelli che ci sono già in modo da consentire loro di coprire i territori scoperti. Se nel 2015 non avessero bloccato le Medicine integrate, che ancora si chiamavano Utap, non staremmo a discutere di questo. E adesso, in una di quelle storiche, come quella di Schio, stanno addirittura pensando di sostituire il personale delle segreterie con i call center».

Crisarà accusa Regione e Usl di lasciare soli i medici: «La Regione si autogoverna e poi ci cala i problemi dall’alto», dice. Quanto al tavolo di lavoro con l’Usl, aggiunge: «Il nuovo direttore del Sisp non si è ancora presentato. Ora speriamo che dopo l’incontro con i sindaci si sblocchi qualcosa».

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