Epurazioni in FdI a Padova, fuori Bordin e Vettorato

Elisabetta Gardini

La coordinatrice Elisabetta Gardini li ha rimossi dal direttivo provinciale con una mail, pesano le critiche ai vertici

PADOVA. Sono iniziate le epurazioni dentro Fratelli d’Italia. Di notte, con una lettera che alcuni componenti del partito di Giorgia Meloni si sono ritrovati venerdì mattina nella propria mail, senza neanche poter chiedere spiegazioni interne nelle varie chat. Cancellati anche da lì. Dalla sera alla mattina.

A firmare le lettere è stata la coordinatrice provinciale Elisabetta Gardini, che nonostante la sconfitta del centrodestra e di Francesco Peghin alle elezioni del 12 giugno, ha definito un «ottimo risultato» l’8,2% racimolato a Padova. Le prime due vittime sono Nicola Vettorato e Rocco Bordin – entrambi componenti del coordinamento provinciale – ma i dirigenti di Fratelli d’Italia sono convinti che si tratti solo dell’inizio.

IL BENSERVITO VIA MAIL

Due lettere con due motivazioni diverse. In quella inviata a Vettorato ce n’è una sostanziale, anche se poi chi gli è vicino lo definisce semplicemente «non allineato a Gardini». «Da quando sei stato nominato nel direttivo provinciale, ho verificato una tua sostanziale assenza dalle attività di partito e dalle iniziative promosse dal coordinamento – scrive Gardini a Vettorato – Nel prendere atto di tale disimpegno, ti comunico che ho provveduto a rendere nuovamente vacante la posizione a te già assegnata».

Rocco Bordin

Paradossale è quello che invece si legge nella lettera inviata a Rocco Bordin, che a Padova è stato anche candidato sindaco (con una sua lista autonoma), dopo un passato in Forza Italia e al fianco di Flavio Tosi: «Nel ringraziarti per il lavoro svolto sin qui e a seguito della campagna elettorale appena conclusa nella città di Padova, ritengo di dover modificare la composizione del direttivo provinciale annunciandoti, mio malgrado, la tua esclusione. Sono certa che continuerai a svolgere la tua attività all’interno del circolo a cui sei iscritto».

Nicola Vettorato

CRITICHE ALLA CAMPAGNA ELETTORALE

A confermare il contenuto lo stesso Bordin, che contatto telefonicamente ha dichiarato: «È vero. Ho ricevuto questa lettera ma non voglio commentare, perché si commenta da sola. Voglio il bene del mio partito e non ho nessuna intenzione di fare polemica. Sicuramente, in politica, non sono questi i metodi che si adottano».

Vani i tentativi di rintracciare Elisabetta Gardini, ma i motivi delle due esclusioni, a cui potrebbero seguirne probabilmente altre, sta nelle scelte fatte in campagna elettorale. Tra gli “epurati” c’è chi aveva chiesto che ad essere candidati nella lista di Padova ci fossero i “big” di Fratelli d’Italia, tra cui la stessa Gardini ed Enoch Soranzo. Un modo per portare il partito almeno in doppia cifra.

Gardini invece ha preferito abbassare le aspettative e sostenere la rielezione dei tre consiglieri comunali in carica (tutti poi effettivamente rieletti) Elena Cappellini, Matteo Cavatton ed Enrico Turrin, probabilmente già preparata alla sconfitta del centrodestra e del candidato sindaco, Francesco Peghin. Una scelta che ha provocato delusioni nei militanti, che già ad aprile avevano capito quali percentuali avrebbe raggiunto FdI il 12 giugno.

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