Padova, bulli alla festa studentesca: derubati i ragazzi più piccoli

Martedì al parco della Musica il party per celebrare la fine dell’anno scolastico. Una mamma: «Costretti a consegnare i soldi o le cuffiette del telefono»

PADOVA. Ragazzi obbligati a consegnare soldi od oggetti ai giovani un po’ più grandi durante la festa di fine anno. Chi pochi spiccioli, chi le cuffiette del telefono, e chi denaro, ripetutamente. Pare sia una consuetudine che i più grandi esercitino queste forme di “nonnismo” verso i più piccoli, che si sentono in obbligo di sottostare ad autentiche forme di bullismo. È capitato anche martedì sera alla festa studentesca al parco della Musica, dove si sono ritrovati centinaia di studenti per festeggiare la fine della scuola. La cosa non è andata giù a diversi genitori a cui i figli hanno raccontato la disavventura.

LE TESTIMONIANZE

«Ho accompagnato mio figlio di 15 anni a questa festa» racconta una mamma dell’Alta padovana, «e quando è tornato a casa mi ha riferito quello che era capitato, essendone rimasto particolarmente scosso. Lui è stato avvicinato da un ragazzo più grande che gli ha messo la mano sulla spalla e l’altra in tasca in cerca del cellulare. Gli ha detto di tirare fuori i soldi dalla cover. Mio figlio non ha esitato anche per paura che poi gli potesse capitare qualcosa. Aveva pochi euro, giusto il necessario per prendersi una bibita. Ci è rimasto molto male anche perché nella stessa serata gli è capitato una scena del genere tre volte, sempre da studenti diversi. Lo avvicinavano e gli dicevano di mostrare il cellulare, togliendo la cover dove solitamente mettono i soldi i ragazzi. Non avendo più nulla, se ne andavano probabilmente a provare a prendere i soldi a qualcun altro».

IL COPIONE DELLA SERATA

Parlando con i coetanei, il ragazzo ha scoperto di non essere l’unica vittima. Molti ragazzini di prima erano stati agganciati da studenti più grandi e costretti a farsi dare tutti i soldi che avevano. «Ci sono rimasti molto male e avevano quasi paura a raccontarlo anche a casa», racconta ancora la mamma. «La cosa mi ha infastidito molto, non certo per i pochi euro sottratti, ma per il fatto che in un luogo di divertimento ci sia chi si sente in diritto di comportarsi male e prevaricare su altri solo perché più giovani. Ho sentito anche i carabinieri e scoperto che sono azioni abituali nelle feste di ragazzini o alle fermate dei bus dove i più grandi approfittano dei più piccoli. C’erano anche le forze dell’ordine che giravano alla festa, ma evidentemente chi fa queste azioni sa anche come non farsi notare. Da mamma mi sono chiesta se sia giusto tacere o far presente queste situazioni. Ho già scritto agli organizzatori, perché non è giusto passi l’idea che è così e ci dobbiamo abituare. Ai nostri figli vogliamo insegnare l’onestà non la sopraffazione ed il bullismo. Dispiace ancor di più sapere che fatti del genere accadono alle feste studentesche, dove durante l’anno si spendono energie e si dedica tanto tempo per educare i ragazzi alla legalità».

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