Padova, i flop: solo una manciata di voti per l’influencer Piccione e il figlio di Crisanti

Nella guerra delle preferenze vincono i “professionisti” della politica, complice anche la bassa affluenza 

PADOVA. Quella del 2022 è stato l’appuntamento elettorale con il maggior tasso di preferenze espresse per il consiglio comunale, complice anche l’alta astensione che ha spinto alle urne solo quelli maggiormente determinati a votare il proprio candidato. Il recordman delle preferenze si è confermato il dem Andrea Micalizzi con 2.811  persone che hanno scritto il suo nome sulla scheda. Quanto ai “vip” della campagna elettorale invece i risultati sono stati ben più modesti.

Appena 25 voti ha raccolto Giulio Crisanti, il figlio del virologo Andrea Crisanti, che era candidato con Coalizione civica.  Non eletto neppure il rugbista Mauro Bergamasco, che comunque nella lista Giordani ha comunque ottenuto 155 preferenze, cinque in più di Aisha Ruggieri, artista e organizzatrice dei “Giardini dell’Arena”. Per quanto riguarda il centrodestra, l’imprenditore digitale Gianni Potti si è fermato a 101 preferenze nella lista Peghin, mentre nella stessa lista il “papà del tram” Antonio Conte non va oltre le 66 preferenze. Tra le deluse c’è anche l’influencer diciannovenne Sara Piccione: nonostante i suoi 330 mila follower sono appena 4 le preferenze raccolte. Evidentemente il consenso in rete non si trasforma in fiducia politica.

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