Interdittiva antimafia per tre aziende che commerciano all’ingrosso nel Padovano

Il prefetto Raffaele Grassi

Il provvedimento è stato emesso dal prefetto Raffaele Grassi: le imprese hanno collegamenti con la famiglia mafiosa Mazzei - Carcagnusi attiva in Sicilia

PADOVA. Il 26 maggio sono stati notificati 3 provvedimenti interdittivi antimafia, emessi dal Prefetto di Padova, Raffaele Grassi, nel quadro di una vasta esplorazione del mondo economico volta ad individuare fenomeni di infiltrazione mafiosa.

I provvedimenti hanno riguardato 3 imprese che operano nel settore del commercio all'ingrosso, aventi sede legale in provincia di Padova, con ramificazioni nel Nord Italia.

Dall'attività istruttoria del Gruppo Interforze Antimafia - costituito dal Prefetto e composto da rappresentanti di Prefettura, Questura, Comando provinciale Carabinieri, Comando provinciale Guardia di Finanza e Direzione investigativa antimafia - sono emersi collegamenti con la nota famiglia mafiosa Mazzei - Carcagnusi attiva in Sicilia e, precisamente, nel capoluogo catanese.

Le attività istruttorie hanno preso spunto da una complessa inchiesta, diretta dalla Procura della Repubblica di Rovigo, le cui indagini sono state svolte dalla Guardia di Finanza, che, nel marzo scorso, hanno consentito l'emissione di diversi provvedimenti cautelari.

Le imprese destinatarie dei provvedimenti svolgono attività di commercio all'ingrosso per le quali sono necessarie apposite iscrizioni alla Camera di Commercio, senza aver provveduto all'incombenza del caso, eludendo così i controlli antimafia previsti a monte.

I provvedimenti emessi dal Prefetto intendono prevenire i rapporti delle società predette con le pubbliche amministrazioni, con l'obiettivo di garantirne il regolare funzionamento, scevro da penetrazioni malavitose.

Sul punto, il Prefetto Raffaele Grassi dichiara: "Le interdittive antimafia notificate sono il risultato di un'attenta analisi del contesto economico padovano e di azione sinergica delle istituzioni giudiziarie e amministrative preposte alla tutela della legalità, attraverso l'applicazione di strumenti appositi previsti dall'ordinamento. L'attenzione verso questo fenomeno è massima ed ha l'obiettivo di escludere e di recidere ogni tipo di rapporto con settori della Pubblica Amministrazione che possano essere inconsapevolmente aggrediti da gruppi criminali mafiosi”.

Continueranno le attività di monitoraggio, non escludendo l'adozione di ulteriori provvedimenti, a seguito di positivi riscontri. Sul fronte antimafia, devo ringraziare, inoltre, gli enti locali e le associazioni di categoria, così come le organizzazioni sindacali che partecipano attivamente ai lavori del tavolo permanente istituito presso la Prefettura nei mesi scorsi, nell'ottica di fare "rete" per prevenire fenomeni di infiltrazione nel sistema economico locale ".

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