L’Università di Padova festeggia i suoi primi 800 anni con la città e il Presidente Mattarella

Mattarella durante il suo discorso (foto Bianchi) 

Una giornata di celebrazioni per la città e l’ateneo. Il Capo dello Stato: “La cultura antidoto alla superbia. Uniti a difesa della libertà, non chiudiamo gli occhi”. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola: “La libertà di pensiero è la stella polare delle democrazie” 

PADOVA. Padova ha accolto le alte cariche dello Stato e dell’Unione europea, in città per il momento clou dei festeggiamenti degli ottocento anni di storia dell’Università: l’inaugurazione dell’anno accademico.

Duecento gli uomini schierati sul campo per garantire la sicurezza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente del Senato Elisabetta Casellati, ma anche della presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola e del ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa.

VIDEO: UN APPLAUSO ACCOGLIE L’ARRIVO DI MATTARELLA IN AULA MAGNA

Gli 800 anni del Bo, un lungo applauso per l'ingresso in Aula Magna di Mattarella

I DISCORSI

MATTARELLA: “UNITI IN DIFESA DELLA LIBERTA” Alle 12:10 è salito al microfono, in aula magna, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per concludere la serie degli interventi ufficiali. “E’ un bel segnale la prevalenza di discorsi di donne, qui oggi “, ha esordito il Capo dello Stato, riferendosi ad alcuni degli interventi che l’avevano preceduto, quelli della presidente del Senato Elisabetta Casellati, della rettrice dell’ateneo Daniela Mapelli e della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.   

Il presidente della Repubblica ha parlato a braccio, senza una traccia scritta e ha fatto riferimento a tutte le relazioni che ha ascoltato: «Ottocento anni sono un ordine di grandezza che supera e travalica le abituali categorie temporali con le quali ci confrontiamo di solito», ha  spiegato. «Costringe a rifuggire dalla tentazione di rinchiudersi in un eterno presente che fa ignorare l’esperienza e trascurare il futuro. Comprendiamo i sentimenti di orgoglio e senso di responsabilità della Rettrice di fronte alle esigenze che mutano. Le università sono le fondamenta dell’Europa, della sua comunanza e integrazione».

IL VIDEO DEL DISCORSO DEL PRESIDENTE

Università di Padova, 800 anni: il video del discorso di Mattarella

L’intervento - atteso ma non previsto - del presidente, è stato profondamente attuale e non ha dimenticato l’aggressione all’Ucraina: «Questo tornante di millennio che abbiamo appena attraversato ci impone degli interrogativi importanti. I primi 20 anni di questo millennio abbiamo coltivato un mondo in cui si comunica in tempo reale da una parte all’altra del Paese, in cui l’esistenza dei nemici comuni - ambiente e salute - era sempre più evidente. L’abbiamo visto con la pandemia: gli scienziati di tutto il mondo si sono uniti e insieme abbiamo superato l’emergenza sanitaria. Tutto questo l’abbiamo coltivato ed è stata per molto tempo la nostra prospettiva”.

"Poi è arrivato, imprevedibile e sorprendente, il tentativo di far tornare indietro la storia con la violenza delle armi. Dobbiamo tornare ai valori dell’Europa, al tessuto comune che non deve lacerarsi di fronte alla prepotenza di chi impone la propria scelta agli altri. Questo Ateneo ha nel suo motto la libertà che trova conferma nella nostra costituzione: la libertà che ha un intreccio storico e concretamente vissuto nella storia. Avete ricordato l’intervento del rettore Concetto Marchesi e la spinta alla resistenza partita in maniera vigorosa da questo ateneo. Un’azione affiancata dal filosofo Ezio Franceschini, divisi da concezioni filosofiche ma uniti nella difesa della libertà e dell’aspirazione alla democrazia . È questo il patrimonio che non dobbiamo dimenticare nel nostro Paese e altrove. La rappresentante degli studenti ha ricordato che la libertà non e divisibile né socialmente né territorialmente e la si realizza insieme a quella degli altri: non c’è libertà piena se gli altri ne sono privi. Non possiamo chiudere gli occhi perché la libertà è connessa con la giustizia e questi lavori vanno difesi attivamente».

Ha concluso citando proprio il discorso del professore Carlo Fumian: «Chi coltiva superbia è convinto di possederla, studenti coltivate sempre il dubbio e lo spirito critico, questo aumenta la libertà e rende consapevoli dei valori sviluppati in Europa. L’antidoto alla superbia é la cultura. Questo Ateneo ha collezionato grandi successi sulla ricerca e sull’insegnamento, nei rapporti internazionali che si integrano con forte radicamento territoriale , ecco questo fanno i veri atenei, sono un antidoto alla prepotenza, alla superbia e alla violenza. Buon anno accademico». 

LA CERIMONIA: QUI SOTTO IL VIDEO INTEGRALE

CASELLATI: “LIBERTA' BASE DEL PROGRESSO” «Oggi celebriamo gli 800 anni della nostra università, una palestra intellettuale che esprime un’Europa curiosa ed enciclopedica – ha detto la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, padovana, aprendo le celebrazioni -. All’Ateneo padovano mi lega una lunga appartenenza e voglio per questo ringraziare tutti, dalla rettrice agli studenti, e tutte le autorità. Qui è nata la moderna Europa : terra del diritto e dei diritti, la scienza moderna, la libertà umana come tema portante del classicismo che questa università ha saputo interpretare: penso alla prima donna laureata. La spinta morale alla libertà muove docenti e studenti ad essere protagonisti del presente ma anche di un futuro glorioso. Proprio come recita il motto dell’ottocentenario : “Compio 800 anni e ancora imparo”, dunque uno stimolo continuo alla conoscenza libera».

Maria Elisabetta Casellati (foto Bianchi) 

MAPELLI: “LIBERTA’ PER L'EUROPA COME NEL NOSTRO MOTTO” Alle 11:10 al microfono è salita la rettrice Daniela Mapelli, per l’apertura ufficiale dell’Anno Accademico. Mapelli ha iniziato leggendo le 20 righe degli annali del Comune del 1222 che registravano negli archivi la fondazione dell’Università a Padova. 

«Venti parole, non di più. Due frasi scritte sugli annali del comune patavino: "1222. Messer Giovanni Rusca da Como podestà de Padoa. In questo tempo fu trasferito il Studio di Bologna in Padoa”. Otto secoli dopo, tocca a me, a nome di tutta la comunità che forma questo grande Ateneo, il compito di celebrare gli 800 anni di vita dell’Università di Padova. Un dolce e gravoso compito allo stesso tempo».

La rettrice ha citato Antonio Gramsci, la storia che insegna; ha definito «grande» l’Ateneo, come dimostrano i numeri; ha sottolineato che la cultura non ha confini e ha rivolto al presidente Sergio Mattarella il «senso di patria» dell’Ateneo. Ma sono soprattutto i diritti che la rettrice ha definito «cruciali»: «Abbiamo tutte e tutti il dovere di contribuire, al meglio delle nostre possibilità, a costruire un mondo più equo e solidale, una società più democratica e inclusiva».

Ha rimarcato il legame di Unipd con la città: «Gaudemus igitur, quindi, per gli ottocento anni della nostra storia, una storia legata da sempre a doppio filo al concetto di identità europea». Un ricordo all’Ucraina e agli ultimi fatto di sangue nel mondo. È stato dichiarato aperto l’ottocentesimo anno accademico dell’Universita’ di Padova.

Mapelli ha poi citato i numeri: centonovantanove corsi, di cui 21 in lingua inglese. Oltre duemila docenti e ricercatori, 1.500 dottorandi, 2.800 specializzandi, quasi 75mila iscritti. 

IL VIDEO DEL DISCORSO DELLA RETTRICE

Gli 800 anni del Bo, la rettrice: "Desideriamo imparare dalla nostra storia"

LEGGI ANCHE: QUI IL DISCORSO INTEGRALE DELLA RETTRICE

LA STUDENTESSA ATTACCA Dopo la rettrice al microfono è salita la rappresentante degli studenti, Emma Ruzzon. Un discorso fortemente critico, sulle lacune dell’Università italiana, quello della presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti. Studentessa al terzo anno di Lettere Moderne, 22 anni, militante politica e sociale, ha posto domande che hanno fatto la differenza: «Mi chiedo», ha attaccato, senza paura, «se si possa circoscrivere il concetto di libertà accademica alla sola libertà formale, giuridica e politica, di istruirsi e fare ricerca. Forse no, se sono subalterne a dinamiche di profitto che niente hanno a che vedere con la ricerca stessa. Forse non è libera l’istruzione in un Paese in cui l’accesso alla carriera universitaria è ancora appannaggio di pochi privilegiati».

Emma non ha temuto di dire la verità: ricorda uno dei più alti sistemi di tassazione, ma soprattutto la rappresentante degli studenti ha sottolineato: «Ci viene insegnato che studiamo per poter lavorare e non per accrescere la nostra cultura, per poi ritrovarci in un mondo del lavoro che ci chiede di ringraziare per l’opportunità di essere sfruttati e in cui dobbiamo augurarci di non essere una delle tre morti sul lavoro del giorno». 

IL VIDEO DEL DISCORSO DELLA STUDENTESSA

800 anni dell'Università di Padova. La studentessa: Non siamo superbi ma dialoganti

Emma ha ricordato a nome degli studenti le ingiustizie, le contraddizioni, le incongruenze, i privilegi che indignano. Emma ha parlato dei diritti di tutti, ricordando senza paura che l’Italia è «uno stato che continua a chiudere gli occhi davanti alla sua evidente transfinis mentre conta il più alto tasso di omicidi di persone trans in Europa». La voce degli universitari si è prestato a denunciare povertà, fragilità, emarginazioni: «Non c’è libertà per qualcuno se non c’è libertà per tutte e tutti. Solo così le nostre pallide libertà, appese a un filo, smetteranno di essere un vano privilegio. Ecco, se ora finalmente voleste chiedere a noi, alla mia generazione, come stiamo, credo che difficilmente potremmo rispondere che ci sentiamo una generazione libera, quanto meno di poter immaginare il futuro. Allora, se permettete, vorrei porvi io una domanda: stiamo celebrando un ottocentenario, ma quale futuro vi eravate immaginati per noi? Siamo il presente di un passato che non ha funzionato. Quando vogliate ascoltarci ci troverete in ogni momento, fuori dalle cerimonie ma nei nostri spazi, condivisi. Non chiedete a noi di avere coraggio, noi ci faremo forza unendoci, abbiate voi il coraggio ri guardare davvero al futuro, cercando di rimediare agli errori del passato. Abbiate il coraggio di chiederci come stiamo».

LEGGI ANCHE: QUI IL DISCORSO INTEGRALE DELLA STUDENTESSA

LA MINISTRA MESSA La ministra dell’Istruzione Maria Cristina Messa: «Si guarda al passato, perché il passato conta, ma per il futuro, e questa è la cosa che Padova non ha mai perso, questa attenzione e questo essere sempre sulla linea di frontiera. Questa è sicuramente una grande dote dell'Università di Padova. È un ateneo che si trova in una città bella - ha aggiunto Messa - e dà un servizio alla città che investe sul proprio ateneo, e c'è un circolo virtuoso di attenzione ma anche restituzione alla città».

La ministra dell'Università, Maria Cristina Messa (foto Bianchi) 

METSOLA: “LIBERTA’ STELLA POLARE DELL’EUROPA”  «Il presidente Mattarella non me ne vorrà se dico che Padova non è solo un’Università italiana ma un pezzo della storia della cultura europea – ha detto dal microfono la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola -. Siamo qui, oggi, per riaffermare con forza quanto libertà di pensiero e conoscenza siano indispensabili per l'esistenza umana. Oggi celebriamo 800 anni di libertà di pensiero. Il Parlamento europeo si è sempre battuto per difendere la libertà di pensiero nel mondo. Questo è ciò che rende il nostro continente la stella polare delle democrazie liberali».

IL VIDEO DEL DISCORSO DI METSOLA

Ottocento anni dell'Università di Padova: il video del discorso di Roberta Metsola

«Non posso pensare a chi è venuto qui a studiare, come Copernico,anche quando non c’erano l’Erasmus e una cultura europea. Oggi celebriamo 800 anni di libertà di pensiero e di parola. Questo è il nostro modo di essere e che rende il nostro continente stella polare delle democrazie in cui si può pensare e dissentire liberamente, cosa che gli autocrati non potranno mai capire. I nostri sacrifici di oggi siano un investimento per un futuro di democrazia e pace. La via contro i falsi profeti dei nazionalismi che danno risposte facili a domande difficili è l’istruzione : l’Europa si batta con lo stesso spirito con cui un tempo Padova si è battuta per la libertà». Un discorso, quello della presidente del Parlamento europeo, salutato con una standing ovation e due minuti di applausi. 

Il momento della tradizionale consegna della gallina alla rettrice da parte dei goliardi 

LA PROCESSIONE DEI RETTORI

Gli 800 anni dell'Università di Padova. La Processione dei rettori

Il primo passo a dare l’incipit all’inaugurazione degli 800 anni dell’ Universis Patavina Libertas è stato quello di Daniela Mapelli, magnifica rettrice dell’Ateneo patavino, che ha fatto gli onori di casa.

Sono le 10.04, a seguire Giovanni Molari, magnifico rettore dell’Università di Bologna e poi tutti i colleghi italiani e stranieri.

Mattarella ricevuto da Giordani e Zaia (foto Bianchi) 

Un corteo elegante, di enorme valore, che manifesta il pensiero nazionale ed internazionale per sottolineare - come il motto patavino - la libertà di pensiero e opinione che caratterizza l’Ateneo fin dalla sua origine, quando alcuni studenti migrarono dalla sede universitaria di Bologna, il cui Comune svolgeva sempre più frequentemente controlli e pressioni sulle corporazioni studentesche.

LE MUSICHE

Gli 800 ani dell'Università di Padova. Ecco le musiche

I cori Grande, da Camera, Gregoriano e qualche cantore degli Iris Ensemble, del Concentus musicus patavinus del dipartimento dei beni culturali e poi i jazzisti si sono preparato a dare il benvenuto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e agli altri ospiti dell’ottocentenario dell’Ateneo

MATTARELLA E LA CITTA’ 

All’esterno di Palazzo Bo, sul Canton del Gallo e lungo via San Francesco, da cui è avvenuto l’ingresso delle autorità, la folla ha iniziato a gremirsi dopo le 10. Lo spiegamento di forze dell’ordine è prevedibilmente importante. Al passaggio delle auto che lo componevano la scorta delle autorità è stato creato un cordone umano che ha bloccato parzialmente l’accesso a via Roma. A complicare il deflusso il passaggio di diverse scolaresche, oltre che di cittadini non a conoscenza delle celebrazioni, alcuni seccati per essere stati bloccati nell’accesso a via San Francesco, altri incuriositi ed entusiasti dell’arrivo, ormai imminente, del presidente Mattarella.

Per motivi di sicurezza e di viabilità, dalle 10 alle 13, si è fermato anche il tram con gli autobus urbani quasi tutti deviati sul percorso che passa dall’ospedale civile. BusItalia aveva invitato gli utenti a consultare le interruzioni e le deviazioni complete sul sito aziendale.

Gli 800 anni dell'Università di Padova. L'arrivo del Presidente della Repubblica

Un applauso della piccola folla compressa sotto i portici di via San Francesco ha salutato l’arrivo dell’auto del presidente della Repubblica. Non c’è stato però tempo per i saluti: mentre la scorta ha occupato praticamente tutta la via, Mattarella è sceso dall’auto solo all’interno del cortile nuovo del Bo, accolto dalle autorità locali e dalla rettrice, con cui si è incamminato subito salendo lo Scalone del Sapere. 

La copertina dell'inserto che il mattino di Padova dedica all''800esimo anno Accademico 

I NOBEL E GLI ALTRI

Tra le altre personalità istituzionali anche la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola.

Gli 800 anni del Bo, l'arrivo della presidente del Parlamento europeo

Tra gli eventi collaterali di questi giorni, inoltre, in programma tre Nobel lecture: si comincia oggi alle 18.30 con “A confrontation with infinity” con il fisico Gerardus’t Hooft all’Orto Botanico.

Gli 800 anni del Bo, Zaia: "Quello che è il Veneto oggi lo deve a questa università"

DISSIDENTI

«Noi (re)esistiamo fuori». Il collettivo studentesco di sinistra Spina in piazza Garibaldi per contestare la cerimonia per l’Ottocentenario: «In aula magna c’è solo una studentessa, ma l’Università siamo noi, e vogliamo proporre una narrazione diversa da quella di un ateneo che si dichiara inclusivo, sostenibile e pacifista ma stringe accordi con aziende che inquinano come Eni e produttori di armi come Leonardo».

Gli 800 anni del Bo, gli studenti: "Noi siamo l'Università, ma ci hanno tenuto fuori"

A un certo punto circa dieci persone di area No vax si sono avvicinate all’area di sicurezza predisposta intorno all’università, ma sono state individuate dal dispositivo di sicurezza che le ha identificate ed allontanate.

Il questore Antonio Sbordone a chiusura dei servizi: «Il sistema sicurezza di Padova, così come delineato dal prefetto, ha dato prova di estrema efficacia e per questo desidero ringraziare gli uomini e le donne della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo di Polizia Locale che lo hanno attuato, garantendo la sicurezza di questo importante evento che ha quest’oggi posto Padova al centro della vita istituzionale del Paese». 

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