La festa del Santo torna alla tradizione con processione e Transito in versione estesa

Dopo due anni di pandemia, il Giugno Antoniano riparte con un programma ricchissimo dedicato agli 800 anni della prima predica di Antonio

C'è' un altro simbolo di Padova, oltre all'Università, che celebra un ottecentenario. E' Antonio, frate di Lisbona, che nel 1222 se ne stava ritirato all'eremo di Montepaolo, vicino a Forlì, dove era arrivato dopo un naufragio rocambolesco che lo aveva portato dal Marocco sulle coste della Sicilia. Nel settembre di quell'anno Antonio fu chiamato a sostituire il predicatore designato per una celebrazione solenne. E anche se era straniero e non aveva esperienza, quel frate giunto dal Portogallo si rivelò come un appassionato e convinto conoscitore della parola di Dio. Fu lì che cominciarono ad amarlo, che perché lui iniziò a predicare in difesa dei deboli e degli oppressi. La sua santità ebbe iniziò lì.

Ottocento anni e una pandemia dopo, la festa del Santo - e tutto quello che la precede e la segue - riparte dal 2019, cioè dall'ultima edizione "normale". Il Giugno Antoniano 2022 sarà quello dei ritorni: tornano - stanno già tornando - i pellegrini e fra loro, come ogni anno durante la Tredicina, ci saranno anche quelli provenienti da tutte le diocesi del Veneto; torneranno le messe in presenza; tornerà, soprattutto, la processione con la statua di Antonio e le sue reliquie. E in più, per la quarta volta nell'ultimo secolo, anche il Transito sarà in versione extra: partirà da Camposampiero per arrivare all'Arcella, come in passato è successo soltanto nel 1931, nel 1946 e nel 1963.

Ma il ritorno in presenza non farà sparire i "progressi" che hanno avvicinato la festa ai tanti che non possono esserci di persona. Perciò sarà riproposto il "Progetto 13 giugno online" per portare la Solennità del Santo nelle case dei devoti. Il sito web dedicato e interattivo www.13giugno.org, che ha avuto molto successo nei due anni di pandemia, permetterà non solo di seguire l'intera giornata tramite pc e mobile, ma anche di fare virtualmente tutti quei gesti che si compiono solitamente in basilica, come seguire le messe o scrivere una preghiera a sant'Antonio (che sarà stampata e portata alla Tomba del Santo dai frati), o anche fare una donazione a Caritas Sant'Antonio per i progetti di solidarietà dei frati.

La rassegna di quest’anno avrà un accento particolare sulla devozione antoniana e sulla storia che la caratterizza, con una riscoperta importante. È il caso della cosiddetta "Tavola di Camposampiero", che dopo un intenso e importante restauro sarà esposta per la prima volta nella Cappella del Tesoro in Basilica del Santo a partire dal 1° giugno (“Con Gesù tra le braccia”, dal 1 giugno al 9 ottobre 2022). Si tratta di un’opera a tempera su tavola di Andrea da Murano del 1486, proveniente dalla Cella della Visione di Camposampiero, che la tradizione ci ha consegnato come giaciglio di sant’Antonio. L’"ostensione" allestita in basilica valorizza anche altre "reliquie" antoniane che hanno accompagnato sant’Antonio negli ultimi giorni della sua vita: il saio (rinvenuto nella ricognizione del 1981 all’interno della piccola cassa del 1263, a sua volta contenuta nella cassa originaria del 1231); la pietra usata come guanciale (proveniente dall’antico monastero di Santa Maria della Cella a Capodiponte, ovvero Arcella, donata all’inizio dell’Ottocento da Elisabetta Speroni, badessa del monastero della Beata Elena); il cilicio utilizzato da Antonio (custodito in un reliquiario d’argento opera di Ambrogio di Cristoforo del 1510-1511).

Il 23 giugno, nel pomeriggio, la reliquia del giaciglio di sant’Antonio sarà oggetto di un convegno organizzato da Centro Studi Antoniani, Museo Antoniano e Santuari Antoniani di Camposampiero in Sala dello Studio teologico al Santo (“La tavola antoniana di Camposampiero. Storia, devozione, restauro”, ore 15.30-19.00). L’importante reliquia sarà quindi riportata nella sua sede originaria, il Santuario della Visione di Camposampiero, nella seconda metà del mese di ottobre; la ricollocazione sarà accompagnata da una serie di appuntamenti a carattere spirituale e culturale.

La grande novità di quest'anno, però, è senza dubbio la rievocazione storica del “Transito di frate Antonio” che partirà da Camposampiero il 12 giugno all’alba e raggiungerà Padova a fine giornata, coinvolgendo cinque comuni: Camposampiero, Borgoricco, Campodarsego, Cadoneghe e, ovviamente, Padova. Quest’evento, tra sacra rappresentazione e rievocazione in costume, ripercorre chilometro per chilometro la strada che nel 1231 fece Antonio, che dalla metà di maggio si trovava nel convento di Camposampiero. Sentendosi prossimo alla morte, il 12 giugno, il grande predicatore chiese ai confratelli di essere portato nella Chiesa di Santa Maria Mater Domine a Padova, allora prima nucleo di quella che diventerà successivamente la Basilica del Santo. È dal 1963 che la rievocazione secondo questo percorso non si svolge: in quell’anno Ermanno Olmi, regista attento ai valori cristiani, realizzò il docufilm "700 anni" su sant'Antonio di Padova, primo documentario realizzato per la Rai da Olmi sulla devozione antoniana, prodotto dalla milanese XXII Dicembre. Le precedenti edizioni del “Transito” in versione integrale si tennero nel 1931 e nel 1946.

La rievocazione storica vedrà la partecipazione di circa duecento figuranti - anche di associazioni medievali, devoti, mezzi e animali che, insieme al Santo sul carro trainato da buoi, ripercorreranno per tappe le strade del graticolato romano, su cui affacciano vari oratori, ospizi medioevali, pievi e antiche chiesette campestri. Una volta giunto a Padova, in quartiere Arcella, il corteo proveniente da Camposampiero si unirà a quello della tradizionale sacra rappresentazione del “Transito di sant’Antonio”, promosso dalla Parrocchia di S. Antonio d’Arcella in collaborazione con le associazioni culturali Amici dell’Arcella e Palio Arcella. Raggiunto il Santuario dell’Arcella, alle ore 21.30 circa, inizierà il concerto della campane della città di Padova, in collaborazione con le parrocchie cittadine e la Diocesi di Padova, che darà il via ufficiale alla festa di Sant’Antonio del 13 giugno.

Ricchissimo il cartellone del Giugno Antoniano, per gran parte ispirato alla predicazione della Parola di Dio da parte di Antonio. Il grande evento è previsto in coda, con il concerto gospel dei Summertime Choir. Venerdì 24 giugno, alle 21, il Sagrato del Santo ospiterà la formazione padovana diretta dal maestro Walter Ferrulli nello spettacolo di beneficenza intitolato “Smile”. Il concerto è promosso dall’Associazione Gattamelata, che riunisce gli operatori economici della zona del Santo a Padova, e Veneranda Arca di S. Antonio. Dal 1991, anno di fondazione, il Summertime Choir ha viaggiato per l’Italia e l’Europa con i suoi concerti carichi di musica ed energia, coinvolgendo migliaia di spettatori in quello che ormai è diventato il secondo nome del coro, il “Treno dell’energia”. Per quattro anni la formazione è stata ospite di Papa Giovanni Paolo II per il concerto di Natale in Vaticano, ha partecipato a numerose altre trasmissioni televisive, tra le quali l’Ice Christmas Gala, davanti a 10mila persone al Mediolanum Forum e con milioni di telespettatori che hanno seguito la diretta TV, e la più recente apertura dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent.

La serata dedicherà una particolare attenzione al progetto di sostegno dei profughi dell’Ucraina che Caritas S. Antonio sta realizzando con l’aiuto dei frati minori conventuali dell’Ucraina, della Polonia e della Romania.

A sostegno della stessa finalità andrà anche il ricavato della cena medievale di beneficenza “... E il desinar m'è dolce al calar della sera” di sabato 28 maggio, ore 20, nel chiostro del Beato Luca Belludi al Santo: organizzata dall’Associazione Culturale Palio Arcella (prenotazione obbligatoria entro il 26 maggio). La serata sarà allietata da spettacoli e figuranti in costume.

Infine, dopo la grande partecipazione delle precedenti edizioni, viene riproposta sabato 25 giugno alle 18 la santa messa “Sant’Antonio Casamenteiro”, rivolta a persone single dai 30 ai 50 anni. Un’occasione per rivolgersi al Santo con la tradizionale preghiera “Si quaeris miracula” (“Se cerchi i miracoli…”) per chiedere, con la grazia della fede, di “trovare”, oltre le cose perdute, anche ciò che è veramente importante per la propria vita, come appunto l’anima gemella. L’iniziativa, che ha riscosso da subito una grande attenzione da parte dei devoti, prende spunto da una forma di devozione popolare particolarmente diffusa in Portogallo, terra natale di sant’Antonio, e nei Paesi dell’America Latina, in cui il Santo è invocato per trovare marito o moglie, ovvero per “accasarsi”, da cui l’appellativo di “casamenteiro”.

E' un cartellone, quello del GA2022, che proseguirà, idealmente e concretamente, fino all’autunno attraverso i piedi dei camminatori. Dal 30 giugno infatti un gruppo di pellegrini partiranno da Capo Milazzo per arrivare il 9 ottobre alla Basilica del Santo di Padova in 93 tappe, ripercorrendo quello che fu il viaggio di frate Antonio otto secoli fa. Al Cammino 2022 promosso dal Progetto «Antonio 20-22», altri camminatori potranno aggiungersi anche per brevi tratti del percorso o farsi coinvolgere negli eventi religiosi e culturali che caratterizzeranno ogni arrivo di tappa.

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