Studentato Esu al collegio dei Comboniani a Padova. Dal Pnrr 5 milioni di euro per 109 posti

Dopo il fallimento della trattativa con la Diocesi per l’ex Seminario, l’ente regionale ottiene il complesso di via Di Verdara

PADOVA. Altri 109 posti per studenti, che si aggiungeranno ai circa 1.300 già gestiti dall’Esu. Sarà il collegio “Missioni Africane” dei Comboniani a diventare un nuovo studentato per Padova grazie a 5 milioni di euro che l’ente regionale per il diritto allo studio chiederà al Pnrr. Lunedì infatti il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’intervento per poter partecipare al bando nazionale che scade oggi. Lo storico edificio di via San Giovanni di Verdara, risalente al 1931, è molto vicino al nuovo polo umanistico di via Beato Pellegrino e sarà ceduto (in parte) in usufrutto all’Esu per 30 anni.

lL contratto con i comboniani

Dopo il fallimento della trattativa con la Diocesi per poter utilizzare l’ex Seminario Maggiore, l’Esu si è quindi rivolta ai padri Comboniani per trovare un edificio da ristrutturare e adattare a nuovo studentato. Un modo per rispondere alla pressante emergenza abitativa per gli studenti universitari emersa lo scorso autunno alla ripresa delle lezioni in presenza dopo la pandemia.

Con il “Collegio delle Missioni Africane” è stato dunque firmato un contratto preliminare per il diritto di usufrutto, elemento necessario per poter partecipare al bando del Pnrr: per 30 anni sarà ceduta all’Esu la parte posteriore del complesso oltre al secondo piano e al sottotetto dell’edificio principale. Il piano terra e il primo piano, oltre ovviamente alla chiesa, rimarranno dei Comboniani.

PROGETTO DA 5 MILIONI

L’Esu ha in programma interventi di «ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, abbattimento delle barriere architettoniche, adeguamento alle vigenti disposizioni in materia di sismica, di igiene e sicurezza e di efficientamento e miglioramento energetico» per i 109 alloggi del complesso, sei dei quali saranno adattati a residenze per persone con disabilità.

«La domanda di alloggi da parte degli studenti sta assumendo carattere di emergenza abitativa sia per la notevole riduzione nell’offerta, pubblica e privata, sia per le tariffe applicate dal mercato le quali risultano spesso non accessibili da parte di tutti gli studenti», si legge nel progetto presentato al Ministero per accedere ai fondi del Pnrr. Ecco spiegato dunque l’interesse pubblico a ristrutturare l’edificio: «Rispetto al precedente anno accademico, il numero di domande pervenute ha avuto in incremento di circa il 25%».

L’ipotesi di impegno economico è di 5 milioni e 412 mila euro, con una parte di spese non finanziabili che dovranno essere investiti dall’Esu: 701 mila euro.

«La posizione dell’immobile, in particolare la vicinanza ai maggiori poli universitari, alle mense universitarie, ai servizi pubblici, ai negozi e centri commerciali, le generose dimensioni degli spazi per lo studio e lo svago fanno della struttura un punto di riferimento strategico per gli studenti universitari, un luogo dove studiare e vivere in un contesto urbano inclusivo e sostenibile», conclude il progetto.

GLI ALTRI INTERVENTI

Nella seduta di ieri il consiglio di amministrazione dell’Esu – formato oltre che dal presidente Giuseppe Maschera anche da Stefano Delle Monache, Alessandro Nava, Tommaso Tommasi e Sofia Beatrice Urso – ha approvato altri due progetti: la sistemazione e riapertura di 93 posti letto nella residenza Galileo Galilei a Chiesanuova, e la ristrutturazione della residenza San Silvestro a Vicenza.

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