I cento migliori pasticcieri del mondo a Palazzo della Ragione a Padova

Il seminario di Relais Desserts, una delle più famose ed esclusive associazioni di maestri pasticcieri del mondo, si tiene dal 15 maggio al 18 maggio

PADOVA. La tradizione e l’innovazione uniti più che mai per definire il futuro artistico e culturale dell’arte pasticcera nelle sue espressioni e nei suoi significati più ampi. È questo, e molto altro, il seminario di Relais Desserts che da ieri al 18 maggio eleva Padova a capitale mondiale della pasticceria. L’associazione francese ha riunito cento tra i più abili pasticcieri del mondo, riportando dopo 14 anni la prestigiosa manifestazione in Italia. Il luogo scelto è Palazzo della Ragione.

UN CLUB PER POCHI ELETTI

Relais Desserts è una delle più famose ed esclusive associazioni di maestri pasticcieri del mondo. Pochi hanno la possibilità di entrarci per i severi criteri di valutazione nonché per gli altissimi standard qualitativi richiesti. L’ammissione equivale però a entrare in una sorta di “hall of fame” dei pasticcieri del mondo. Tra gli italiani si trovano nomi di grandissimo prestigio, come il bresciano Iginio Massari o il romagnolo Roberto Rinaldini. Anche il padovano Luigi Biasetto ne fa parte e quest’anno fa gli onori di casa. Tutti gli anni, infatti, l’associazione organizza un seminario in cui cento maestri pasticcieri di tutto il mondo si riuniscono per scambiarsi opinioni su un tema specifico e confrontarsi sul futuro della pasticceria. Il tema di quest’anno è “le erbe e la frutta”, in onore delle piazze padovane.

GIOIELLI IN MOSTRA

Le creazioni (chiamarle banalmente torte sarebbe un affronto ai pasticcieri) erano esposte nel loggiato del palazzo, in occasione della cerimonia di inaugurazione del seminario. Create appositamente per l’evento, hanno inevitabilmente finito per catturare l’occhio dei più, rubando in diverse occasioni la scena ai maestri pasticcieri che le avevano dato forma. Apparivano infatti come statue di glassa e marzapane, meticolosamente ricoperte di foglie d’oro e cristalli di zucchero che avrebbero fatto invidia ai gioielli della corona della regina Elisabetta d’Inghilterra. Catturavano l’attenzione soprattutto per le decorazioni, ma anche per l’architettura, così complessa eppure così organica. Una, per esempio, richiamava all’eleganza di un’orchidea, con petali di zucchero che sembravano di cristallo e pistilli simili a pietre preziose. Un’altra richiamava invece alla torre di Babele, alta e slanciata verso i soffitti del loggiato, che era inevitabile chiedersi come facesse a rimanere in piedi, con i suoi sette piani di cioccolato ricoperto al croccante. E proprio come autentiche opere d’arte, le creazioni sono rimaste esposte nel loggiato del palazzo, una accanto all’altra, come quadri in un museo.

LA ROTTA è TRACCIATA

E così, in quella che per molti degli invitati alla cerimonia è sembrata una normale degustazione di dolci e pasticcini, si sono gettate le basi di quelli che saranno i sapori dell’alta pasticceria dei prossimi anni. Mentre i maestri italiani assaggiavano le proposte della pasticceria francese, i tedeschi assaggiavano i dolci degli ambasciatori del Belgio, e così via. In questo modo hanno avuto modo di scambiarsi opinioni, conoscere nuovi sapori e nuovi accostamenti che inevitabilmente ritroveremo nei prossimi mesi nelle vetrine delle pasticcerie di tutto il mondo. Di fatto, ieri si è deciso il futuro della pasticceria. Il tema centrale erano le spezie e la frutta, in tributo alle due piazze padovane che portano il nome di piazza delle Erbe e piazza della Frutta. Ingredienti, questi, sempre presenti in tutte le creazioni in esposizione che, spesso, sperimentavano accostamenti di sapori unici, creando esperienze culinarie di avanguardia. Nei prossimi due giorni i maestri continueranno a scambiarsi opinioni, segreti e consigli per arricchire il loro ricettario di nuovi sapori. Sapori che nei prossimi mesi potremmo probabilmente trovare anche in Italia, nelle vetrine delle pasticcerie di Biasetto, di Massari o di Rinaldini. 

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