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La vita dentro la banda veneta che svuotava i conti. «Noi? Facevamo commissioni in cambio di soldi»

Andrea Torresin e Luisa Fasolato, coppia nella vita e nella banda

Luisa Fasolato, di Abano, racconta come fosse all’oscuro di ciò che c’era dietro alle richieste di Bonollo, l’impiegato-modello di Mortise. Ma le indagini dicono un’altra cosa

PADOVA. Il volto stanco e il fisico provato dagli acciacchi e dal vortice di guai dentro il quale è finita suo malgrado. O almeno così dice. Luisa Fasolato, 43 anni, originaria di Abano Terme, ieri mattina, sorretta da un bastone, attendeva in tribunale l’arrivo del suo avvocato per sottoporsi all’interrogatorio di garanzia.

«Il mio compagno è già stato interrogato ed è già a casa», dice.

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